Provenzano dopo la lite a Porta a Porta: “Vespa è sparito. D’ora in poi parlerò quando vorranno zittirmi”

Giuseppe Provenzano ha parlato per la prima volta dopo lo scontro politico-mediatico avvenuto nella puntata del Porta a Porta del 9 aprile, che lo ha visto protagonista con il conduttore Bruno Vespa. Lo scontro in diretta, nato a seguito del confronto tra Provenzano e il senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan, è rapidamente diventato un caso politico. "D'ora in poi quando qualcuno mi intimerà urlando di stare zitto, io sorriderò e continuerò a parlare", ha dichiarato durante la convention "La nuova questione meridionale" a Napoli, dove l'eurodeputato Sandro Ruotolo in apertura ha chiesto un applauso "particolare" per il responsabile esteri del Pd, precisando "sappiamo tutti perché".
Il commento di Provenzano dopo la lite con Vespa
"Grazie per l'affetto", ha esordito così Provenzano, chiudendo immediatamente la questione: "non ho niente da aggiungere, il video parla chiaro". Durante la trasmissione, infatti, Vespa e Provenzano sono arrivati ai ferri corti quando quest'ultimo ha chiesto che venisse rispettato il diritto al contraddittorio in uno “studio democratico” e, alla provocazione del conduttore che gli ha offerto ironicamente la propria poltrona, il deputato Pd ha risposto con una battuta suggerendo a Vespa di sedersi tra i rappresentanti del centrodestra. A quel punto il giornalista ha reagito duramente, zittendolo in malo modo e gridando: “Questo non glielo consento, adesso stia zitto”.
Le reazioni PD, FdI e Usigrai
La puntata era registrata ma è stata mandata in onda senza tagli, scatenando immediate reazioni politiche. I membri del Partito democratico in Commissione di Vigilanza Rai hanno giudicato la reazione del conduttore “inaccettabile e sproporzionata”, chiedendo un intervento della Rai a tutela dell’imparzialità del servizio pubblico. In prevedibile opposizione, Fratelli d’Italia ha difeso Vespa definendolo un “baluardo di pluralismo”. Lato sindacato, Usigrai ha criticato lo “status di intoccabile” attribuito al conduttore con una nota ufficiale, dal titolo "Ancora una volta la Rai non ha nulla da dire?":
Sta facendo il giro di web e social lo scatto d'ira di Bruno Vespa che si avvicina minaccioso all'onorevole Provenzano, "colpevole" di una battuta sulla sua faziosità che, evidentemente, vista la reazione, deve aver colpito nel segno. Che Vespa da tempo si sia spogliato dei panni del giornalista per indossare quelli del tifoso del governo di turno è pacifico per chiunque. È inaccettabile però che i vertici Rai gli garantiscano uno status di intoccabile. Dalle gaffe sui social, alle arringhe a difesa del governo sul caso Almasri (la Corte Penale internazionale la pensava in modo opposto), agli insulti agli attivisti della Global Sumud Flottilla, solo per citare i casi degli ultimi tempi. Il tutto profumatamente pagato con i soldi degli italiani (anche se la Rai non svela il compenso).
"Quando è finita la trasmissione, Vespa è sparito"
Dopo la trasmissione, stando a quanto riportato da La Repubblica, Provenzano ha raccontato ai colleghi di aver cercato un confronto con Vespa senza riuscirci. Avrebbe voluto parlargli dell'accaduto ma non l'ha più visto, "quando è finita la trasmissione Vespa è sparito". Agli autori invece avrebbe chiarito di non aver più intenzione di mettere piede in quello studio e di aver fatto esplicita richiesta di mantenere quel pezzo di registrazione nella messa in onda. Vespa, di contro, ha respinto le accuse, definendo “gravissima” l’ipotesi che il Pd abbia chiesto sanzioni nei suoi confronti e giudicando l’uscita di Provenzano “la più grave delle offese per un giornalista”. Il conduttore di Porta a Porta continua a sostenere a gran voce di aver sempre garantito correttezza e par condicio, sottolineando di aver dato sempre ampio spazio al Partito democratico nelle sue trasmissioni.