L’allarme di Lilli Gruber e Corrado Augias lanciando la serie su Mussolini: “Può accadere di nuovo”
Il debutto in chiaro della serie su Mussolini è arrivata con un'avvertenza per l'uso. Ieri sera, lunedì 19 ottobre, La7 ha mandato in onda in prima serata la prima puntata di M. Il figlio del secolo, la serie diretta da Joe Wright e tratta dal romanzo di Antonio Scurati, con Luca Marinelli nei panni del dittatore fascista. Prima che però partissero i titoli di testa, Lilli Gruber e Corrado Augias hanno fissato la cornice, lanciando il loro monito.
In chiusura di Otto e mezzo, prima di lasciare la linea, Lilli Gruber ha presentato così l’appuntamento della serata: “Oggi va in onda la prima puntata della serie M su Mussolini e ci sarà Corrado Augias che introduce questa serie molto bella, molto interessante…”. Poi una pausa, e l’aggiunta: “Molto attuale?”.
Augias ha raccolto il testimone e lo ha trasformato in un avvertimento. Questo il suo intervento prima della messa in onda: “Questa storia ci insegna che la democrazia è un sistema fragile, che può svuotarsi lentamente in maniera quasi inavvertita. E questo può accadere quando crisi economiche, povertà, paura, si sommano generando un sentimento diffuso di sconcerto e da questo il desiderio di un uomo forte. È accaduto durante il fascismo e questo portò Mussolini al potere e può accadere di nuovo. Siamo consapevoli dei rischi che oggi stiamo correndo?”.
Augias non parla di colpi di Stato né di marce, parla di uno “svuotamento”, di un processo lento che si consuma mentre nessuno se ne accorge. Chiude con una domanda alla prima persona plurale e lascia allo spettatore il compito di riempirla. È la stessa traiettoria che il romanzo di Scurati, Premio Strega nel 2019, mette al centro.
La serie dalla pay tv alla generalista
La serie, otto episodi prodotti da Sky Studios e The Apartment con Pathé, era stata presentata fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e aveva debuttato su Sky Atlantic e NOW nel gennaio 2025, a ridosso del centenario del discorso con cui Mussolini, il 3 gennaio 1925, rivendicò davanti alla Camera la responsabilità politica del delitto Matteotti. È proprio lì che il racconto si ferma, dopo essere partito dalla fondazione dei Fasci nel 1919.
L’approdo su La7 nasce dall’accordo tra Sky e il gruppo Cairo, ed è uno dei titoli di punta della nuova stagione della rete. Accanto a Marinelli, nel cast ci sono Francesco Russo, Barbara Chichiarelli nei panni di Margherita Sarfatti, Benedetta Cimatti come Rachele, Gaetano Bruno come Giacomo Matteotti e Paolo Pierobon nel ruolo di Gabriele D’Annunzio.
La serie, durante la messa in onda su Sky, è stata avvolta da grandissime polemiche politiche che ne hanno reso difficile la gestazione, soprattutto in vista di una seconda stagione non ancora annunciata. Soprattutto per motivi economici.