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Iva Zanicchi ha torto perché Mediaset non le deve niente, ma sarebbe meglio far condurre chi la spesa la fa davvero

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La conduttrice ha mandato l’azienda a quel paese in diretta nazionale a Domenica In perché nessuno l’ha avvisata del ritorno di Ok, il prezzo è giusto. Ma un format non è un’eredità. Semmai l’errore di Mediaset è un altro: bisogna mettere alla conduzione una che la spesa la faccia davvero.

Undici anni di Ok, il prezzo è giusto valgono un credito? Questo è il numero che Iva Zanicchi ha messo sul tavolo in diretta nazionale a Domenica In. E lo ha fatto nella maniera più zanicchiana – dunque: prosaica – possibile: un bel vaffa all'indirizzo di Mediaset rea di non aver alzato il telefono annunciandole il ritorno del format e, soprattutto, la scelta di un'altra conduttrice al suo posto. Ovvero: Ilary Blasi, secondo quanto anticipato da Giuseppe Candela.

L’Aquila di Ligonchio, davanti a una Mara Venier che rideva e intanto prendeva le distanze, ha mandato quindi l’azienda a quel paese tra gli applausi, in una clip che gira ovunque. Tutti a dire: che personaggio, che spontaneità, finalmente una che non le manda a dire. Ma, vi prego, proviamo un attimo a ragionare.

Una telefonata sarebbe stata elegante, ma nulla di più

Una telefonata sarebbe stata elegante? Sì. Lo dico senza ironia. Pier Silvio Berlusconi, che di Iva Zanicchi ha sempre avuto stima, ci avrebbe pure guadagnato: passaggio di testimone, foto ricordo, magari una puntata speciale per chi è cresciuto guardando lei. Operazione nostalgia al quadrato. Sarebbe stata una mossa intelligente. Ma tra una cosa intelligente e una cosa dovuta c’è di mezzo un mondo. E Iva Zanicchi non ha detto “sarebbe stato carino”. Ha detto “avrei preteso”. Pretendere. Il verbo di chi vanta un credito. Quale credito, esattamente?

Ok, il prezzo è giusto non è suo. Non l’ha inventato lei, non l’ha scritto lei: è la versione italiana di un format americano nato negli anni Cinquanta, che ha girato mezzo mondo con decine di conduttori diversi. Lei lo ha condotto bene, a lungo, ed è stata pagata per farlo. Finito il contratto, finito il rapporto. Funziona così per un idraulico, per un impiegato, per un giornalista. Perché mai dovrebbe funzionare diversamente per una conduttrice?

E poi, visto che parliamo di un programma sui prezzi, facciamoli fino in fondo questi conti. Il saldo, per lei, è tutt’altro che in rosso. Quel quiz l’ha trasformata da grande voce della canzone a volto di casa per milioni di italiani. E il rapporto con la famiglia Berlusconi non si è fermato a Canale 5: Iva Zanicchi è stata anche europarlamentare con il partito fondato da Silvio. Se qualcuno doveva una telefonata a qualcun altro, non siamo così sicuri della direzione.

La verità è che in televisione nessuno è proprietario di niente. Né dello studio, né della sigla, né del pubblico. I programmi sopravvivono ai conduttori: è la forza della tv ed è anche la sua crudeltà. Semmai, qui, l'errore è un altro.

Il vero errore di Mediaset: scegliere qualcuno che non fa la spesa

Ok, il prezzo è giusto è un programma sulla spesa. Sul prezzo di una lavatrice, di un barattolo di pelati, di un set di pentole. Oggi, con le famiglie che fanno i conti al centesimo davanti allo scaffale, potrebbe essere il programma più contemporaneo che Canale 5 manda in onda a Natale. A patto di affidarlo a qualcuno che quello scaffale lo frequenta.

Ilary Blasi, nome non ancora ufficiale, è una professionista: ha ritmo, ha pubblico, regge lo studio. Ma è difficile immaginarla a confrontare il prezzo al chilo tra due marche di tonno. Il suo racconto pubblico, fatto di documentari sulla propria vita, copertine e vacanze da rotocalco, la colloca in un’altra fascia di prezzo. Legittimo, ci mancherebbe. Ma un quiz che chiede “quanto costa?” ha bisogno di un volto che quella domanda se la fa davvero, ogni settimana, alla cassa.

Ed ecco il punto. Il motivo per cui Iva Zanicchi funzionava era esattamente questo: sembrava una che la spesa la faceva. Una di noi, con il carrello e la lista. Mediaset non le deve niente. Ma avrebbe dovuto copiarla.

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Gennaro Marco Duello (1983) è un giornalista professionista e scrittore. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa di Napoli. Lavora a Fanpage.it dal 2011. È autore di "Un male purissimo" (Rogiosi, 2022) e "California Milk Bar - La voragine di Secondigliano" (Rogiosi, 2023). "Un desiderio di ieri" (2025) è il suo ultimo romanzo. 
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