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I Jalisse: “Su di noi pregiudizi devastanti, non dovevamo vincere. Ci siamo uniti per non affondare”

Il duo racconta a Canzonissima le difficoltà patite in questi 29 anni, dopo una vittoria totalmente inattesa a Sanremo nel ’97: “Non abbiamo accettato quello che ci contestavano, ci chiedevamo cosa avessimo fatto di male”
A cura di Andrea Parrella
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I pregiudizi, la fuga iniziale, la tentazione di rinunciare a tutto e poi la scelta di affrontarli, con ironia. La parabola dei Jalisse è una sintesi del concetto di resistenza, nonostante tutto. I due, protagonisti a Canzonissima, hanno raccontato quello che è accaduto negli ultimi 29 anni, l'effetto di quella vittoria totalmente inaspettata a Sanremo'97 che provocò un vero e proprio terremoto nell'opinione pubblica e una chiusura immediata nei loro confronti.

La vittoria a Sanremo del'97: "Troppe cattiverie da sostenere"

Alessandra Drusian e Fabio Ricci ripercorrono ciò che gli è accaduto in queste tre decadi in apertura della puntata di Canzonissima dell'11 aprile, svelandosi in tutta la loro fragilità e ammettendo che il momento in cui sono stati sul punto di lasciare era arrivato. "Abbiamo sempre combattuto con giudizi e pregiudizi. All'inizio erano devastanti, non abbiamo accettato quello che ci contestavano, ci chiedevamo cosa avessimo fatto di male", racconta Drusian.

La tentazione di lasciare la musica

"Dove abbiamo sbagliato? Non capivamo", aggiunge Ricci, che prosegue: "Essere stati un duo che non doveva vincere, io figlio di un barista e una figlia di infermiere: che volete di più? Eravamo troppo giovani per sostenere sulle nostre spalle tutte queste cattiverie". E Drusian ammette candidamente: "Quando è arrivata nostra figlia Angelica mi sono detta che sarebbe stato giusto fare la mamma", spiegando che era sul punto di lasciare. Ma Ricci ha aggiunto: "Non mi sarei mai perdonato il suo abbandono, perché lei è nata per fare musica".

A quel punto i Jalisse hanno fatto i conti con la realtà capendo che il solo modo per continuare era farsi forza e affrontare tutto con il sorriso: "Abbiamo creato una famiglia, una fortezza che ci aiutasse a non toccare il fondo, ci ha aiutati tantissimi. Col tempo abbiamo provato a trasformare i pregiudizi con l'ironia, che ci ha aiutati tanto. Dobbiamo essere autoironici con chi fa ironia con noi. Abbiamo bisogno di sorridere, di ululare alla Luna. Resta questa nostra grande energia, magari non sapevamo dove fosse ma era là ad attendere che aprissimo la porta giusta".

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