Gifuni vota No al referendum, Gaia Tortora replica: “Mio padre Enzo avrebbe votato Sì”

Fabrizio Gifuni, l'attore che in Portobello dà il volto a Enzo Tortora ha dichiarato che voterà No al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. La notizia, rilanciata da Peter Gomez su X con un articolo del Fatto Quotidiano, ha innescato la risposta di Gaia Tortora, giornalista e figlia del grande conduttore, vittima di uno dei più grandi errori giudiziari della storia del nostro Paese.
Il protagonista della serie "Portobello" aveva scritto sui social: "Mi è del tutto chiaro che il vero oggetto di questa riforma non è la separazione delle carriere, già esistente di fatto, ma l'indebolimento di un organo costituzionale, il Csm". L'articolo rilanciato su X da Gomez presenta in questo modo la questione: "Gifuni Tortora si schiera per il no". Da qui, la reazione della figlia Gaia: "E che vuol dire questo post?"
"Mio padre avrebbe votato per il sì"
Poche parole, nette: "Gifuni fa (strepitosamente bene) l'attore e vota giustamente ciò che vuole. Mio padre avrebbe votato Sì." La figlia del giornalista ingiustamente condannato non contesta la libertà di Gifuni, ma tratteggia una linea di demarcazione precisa, soprattutto in virtù del titolo del pezzo che rischia di fare confusione: un conto è interpretare Tortora, un altro è condividerne la visione sulla giustizia. Il padre, vittima di un errore giudiziario che segnò un'epoca, avrebbe scelto diversamente.
Il nodo politico della serie HBO
E in effetti, a ben pensarci, Portobello è arrivata su HBO in un momento tutt'altro che neutro. Il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati trasforma inevitabilmente la storia di Tortora in un argomento di attualità, e Gifuni — protagonista assoluto della serie — diventa suo malgrado un riferimento simbolico per entrambi gli schieramenti. La sua scelta di campo, in questo contesto, ha il peso specifico di una dichiarazione politica. Non perché un attore debba coerenza al personaggio che interpreta, ma perché il timing rende ogni presa di posizione inevitabilmente amplificata.