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Francesco Chiofalo figlio di un magistrato e di un costruttore: “Voglio diventare il sindaco di Roma”

L’influencer si racconta a Francesca Fagnani in un’intervista in cui parla della sua trasformazione estetica e della sua reputazione pubblica: “Non mi rende felice l’impressione che tutti pensino io sia un coglione”.
A cura di Andrea Parrella
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Ridicolo o esilarante, serio o ironico, un fumetto o un personaggio reale. L'intervista di Francesco Chiofalo a Belve consegna al pubblico un personaggio indecifrabile, a metà strada tra la recita e l'autenticità. L'influencer porta nel programma i segni della sua trasformazione negli anni e prova a raccontarsi per la prima volta in tutte le sue sfaccettature.

"Non mi sento il Ken italiano perché di base il Ken femminilizza i suoi tratti estetici, non credo di averlo fatto", dice parlando dellìinnumerevole quantità di ritocchi estetici cui si è sottoposto, per poi spiegare: "Mi piace tutto di me, ma non mi vedo proprio un principe azzurro, trovo la situazione sia ancora un po' grottesca. Puntavo a diventare bello e sofisticato, ma il risultato è una specie di cartone animato".

Una reputazione, la sua, segnata dall'estetica: "Mi chiedono costantemente quanti anni di galera mi sia fatto, ma io non sono mai stato in galera. Forse i tatuaggi mi penalizzano, ma non ho mai fatto male a una mosca". Chiofalo racconta di non essersi arricchito con la sua parabola da influencer: "Non sono di quegli influencer che guadagnano 15mila euro a post e manco so se esistono. All'epoca del reddito di cittadinanza l'80% degli influencer ci rientrava non perché rubasse, ma perché rientrava in categoria. Io sono nella fascia di influencer molto seguiti, ma mi propongono sempre di fare cagate, mai una bella sfilata. Qui pensavo di essere stato chiamato per scherzo". 

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Padre costruttore, madre magistrato e una sorella ingegnere: come è diventato così? "Io mi vedo bene. Se non ho studiato è colpa della scuola, una professoressa mi aveva preso di mira, ce l'aveva con me". Poi aggiunge: "Da bambino ho subito bullismo per la mia carnagione scura. Non volevano stare vicino al n… Iniziai a tatuarmi per fare paura". Oggi invece ha le idee più chiare e manifesta la volontà di diventare sindaco di Roma, soprattutto per cambiare un po' di cose che ancora non vanno come l'abbattimento del traffico e la riorganizzazione dei parcheggi.

Quindi Chiofalo torna sulla trasformazione fisica: "Sugli interventi estetici ho perso il conto. Ho rifatto le orecchie, il naso, gli zigomi e i denti. Mi sono trapiantato la barba e poi gli occhi. Non l'ho fatto perché mi vedessi brutto, ma perché pensavo si potesse migliorare. Non sarò mai soddisfatto del risultato. Non mi sento felice quando mi guardo allo specchio". Fagnani quindi gli chiede se sia felice: "Mi manca tutto per esserlo. Non mi rende felice l'impressione che tutti pensino io sia un coglione. Questo mi fa rabbia".

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