Ecco perché Maria De Filippi può far partire i programmi di prima serata alle 21.25 e gli altri no

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“Tu si que vales”, “Amici”, “Temptation Island” e “C’è posta per te” godono di un orario di partenza che ad altri non viene concesso, obbligando Ruota della Fortuna e Affari Tuoi a chiudere in anticipo. Privilegio? No. Solo un semplice discorso di risultati. Che Maria assicura.

Perché i programmi di prima serata di Maria De Filippi partono alle 21.25, mentre tutti gli altri non prima delle 22? La domanda circola ormai da un anno, ossia da quando “La Ruota della Fortuna” ha riacceso la sfida dell’access, avviando una lotta fatta di numeri e distanze ravvicinate con “Affari tuoi”.

Ma se tutte le trasmissioni di Canale 5 si sono dovute adeguare alla nuova linea, il discorso non vale per titoli come “Tu si que vales”, “Amici”, “Temptation Island” e “C’è posta per te”. In quel caso l’orologio senza sempre l’ora giusta, con Gerry Scotti costretto ad accorciare la puntata di oltre venti minuti, emulato a sua volta dai ‘pacchi’ che si congedano anche loro eccezionalmente in anticipo.

In tal senso le tesi e le ricostruzioni si sprecano, lasciando spazio anche alle più fantasiose. Certo, la De Filippi gode di un credito illimitato all’interno dell’azienda (giustificato dai risultati) ed è plausibile che la sua voce conti più di altre. La spiegazione, tuttavia, va ricercata in un contesto prettamente televisivo, dove le curve e l’Auditel la fanno da padroni.

Maria De Filippi è, di fatto, l’unica ad assicurare in prime time una audience in linea o superiore a quella della “Ruota”. In altre parole, è la sola che può permettersi di partire in orario senza far sfigurare la rete.

La società di rilevazione degli ascolti include la fascia di prima serata tra le 20.30 e le 22.30. Una lettura legata ad un’epoca televisiva lontanissima, oggettivamente inapplicabile oggi. Eppure il calcolo dei valori assoluti e dello share viaggia su quelle due ore, che nella realtà odierna includono in larga parte l’offerta antecedente alla prima serata.

Accade quindi che a Mediaset convenga occupare il più possibile quel blocco con “La Ruota”, soprattutto se il gioco è chiamato a cedere il testimone ai vari “Gf Vip”, “Zelig””, Karaoke” e serie turche che, se va bene, si attestano al 15%.

Chiudendo a ridosso delle 22, il game di Scotti – che al momento assicura una percentuale abbondantemente superiore al 20% – si ritrova a coprire i tre quarti della torta, lasciando sguarnita a malapena una mezz’ora. Una strategia che consente di non compromettere la media, anche se la trasmissione di prima serata si rivela assai sottotono.

Con la De Filippi, al contrario, questa accortezza non serve, visto che i suoi prodotti sono una costante boccata d’ossigeno per Canale 5.

A questo punto qualcuno obietterà sostenendo che determinati flop siano figli proprio della messa in onda ritardata. Un falso, testimoniato dagli exploit inaspettati delle fiction “A testa alta” e “Il mio nome è Carlo”, partite alle dieci di sera e comunque in grado di brillare e stendere la concorrenza.

Sul fronte opposto, ovvero in Rai, non possiamo dire che valga il medesimo ragionamento, dal momento che l’ammiraglia pubblica gode di prodotti di prima serata più strutturati e consolidati. Nulla, pertanto, vieterebbe a De Martino di salutare prima (come avveniva ai tempi di Amadeus), con l’unico impedimento legato ad una sovrapposizione con la “Ruota” che diventerebbe ancora più parziale.

Bisognerà capire fino a quando questo gioco al massacro (della prima serata) proseguirà, con l’unico strappo all’orizzonte rappresentato da un evidente calo del gioco di Scotti che rispetto a dodici mesi fa ha lasciato per strada 800-900 mila spettatori. Certo, il paragone con i risultati dell’ultima fase di “Striscia” è ancora ampiamente favorevole, negli spettatori pare però essersi insinuato l’effetto overdose, tra puntate trasmesse senza sosta e mille speciali che stanno appannato il brand.

Ad ogni modo, Canale 5 non sembra intenzionata – per adesso – a rivedere le proprie abitudini. Molto più probabile che sia Auditel a ridisegnare e a spostare in avanti le tempistiche della prima serata. Una provocazione da parte di chi scrive nemmeno troppo campata in aria. Perché se la televisione e chi la guarda cambiano le loro abitudini, forse sarebbe opportuno prendere nota e adattarsi.

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