Da Fazio ai film che celebrano i miti del Msi: come la destra ha messo le mani su Rai3

Rai 3 era una "anomalia durata 15 anni". Così l'ha definita l'amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi, parlando pubblicamente di come sia cambiata la terza rete Rai negli ultimi anni. Parole che la dicono lunga sul progetto di questo corso dirigenziale dell'azienda, gli obiettivi e ciò che è stato realizzato. D'altronde sono molti gli elementi che lasciano intravedere un chiaro intento di smantellare Rai3 in questi anni.
L'uscita di Fazio, la vicenda che riguardò Serena Bortone, l'uscita di altri volti come Gramellini, che aveva accompagnato il suo passaggio La7 dichiarando che "l'identità di Rai3 non esisteva più". E ancora l'eterno botta e risposta tra Ranucci e l'azienda, il taglio delle quattro puntate di Report per le quali il volto del programma si era rifiutato di partecipare ai palinsesto del luglio 2025, il recente caso delle parole di Rossi sul giornalismo di inchiesta "cancerogeno" che poi lo stesso amministratore delegato si è affrettato a definire come equivocate.
Rossi: "La Rai3 degli ultimi 15 anni era un'anomalia"
È proprio Rossi, che di questo corso Rai è stato emblema sin dal principio, a rivendicare l'operazione di pulizia di Rai3, depurata dalla sua identità troppo marcata negli ultimi 15 anni. Lo ha fatto rispondendo alle parole di Mentana, che giorni fa ha definito La7 una sorta di nuova Rai3: "Lo rivendico come un grande successo mio. Negli ultimi quindici anni Rai 3 era un'anomalia del servizio pubblico, quella che chiamavate TeleKabul: da grande canale del sociale si era trasformata nel grande canale dell'ideologia. Oggi è una rete plurale nei racconti dove possono convivere Sigfrido Ranucci e Massimo Giletti, Salvo Sottile e Peter Gomez". E in queste parole pronunciate alla festa del Foglio verrebbe da dire che ci sia ben poco di equivocabile.
Il film di Giulio Base su Almerigo Grilz
Atto definitivo di questo processo di rebranding di Rai3 pare essere la messa in onda dello scorso venerdì del film Albatross, celebrazione della figura di Almerigo Grilz, giornalista ucciso in Mozambico e icona della destra italiana per il suo ruolo nella storia del Fronte della Gioventù e del Movimento Sociale Italiano. Il film, diretto da Giulio Base e considerato opera simbolo degli effetti delle mani della destra sul mondo della cultura, aveva suscitato polemiche al tempo della sua uscita per il finanziamento da oltre 1 milione di euro di Tax Credit e un incasso al botteghino di poco più di 30mila. Non ha ricevuto un'accoglienza troppo entusiastica nemmeno sotto il profilo degli ascolti, con i 515mila spettatori e il 3.1% di share dello scorso venerdì. Ma i numeri hanno un valore relativo, si dirà, perché non sono il solo parametro per valutare la qualità di un prodotto.
Se questa operazione di aggiornamento del profilo di Rai3 abbia portato negli ultimi quattro anni o porterà a risultati positivi in termini di numeri, o di qualità di prodotto, è da dimostrare. Una cosa è certa, lo smantellamento identitario di Rai3 è tutt'altro che il frutto di complottistiche tesi anti TeleMeloni: si tratta di un progetto preciso, portato avanti in modo inarrestabile e che la dirigenza Rai rivendica con parole pubbliche.