Corinne Clery: “Un team di avvocati mi difende dalle pretese di mio figlio. Non lo vedo da 9 anni”

Ospite della puntata di sabato 21 febbraio di Verissimo è stata Corinne Clery. L'attrice era già stata ospite di Silvia Toffanin, dove aveva parlato del difficile rapporto con suo figlio, con il quale sta portando avanti una battaglia legale, a seguito di una serie di problemi che si sono verificati negli ultimi anni. L'attrice, oggi, pur non vedendo Alexander da circa nove anni, si dice serena, perché ha iniziato a tutelarsi.
Ripercorrendo quanto detto nell'ultima ospitata nel programma Mediaset, in cui aveva dichiarato di aver subito violenza psicologica, manipolazione da suo figlio, ma adesso qualcosa è cambiato:
Oggi sono un po' meno emotiva e più consapevole, non c'è più la speranza, non c'è più neanche la rabbia. Dopo la nostra intervista, grazie a te, ho ricevuto centinaia di messaggi di donne, di famiglie, che vivono questa mia situazione. Adesso sto studiando per un mio progetto e mi sto avviando verso un pronto soccorso emotivo per le famiglie, ricevo messaggi allarmanti, di donne, di famiglie, se non peggio. Lì mi si è aperto un mondo di sofferenze, di omertà delle famiglie e della vergogna, che ho sentito in tutti questi anni. Non essere creduta.
Il rapporto col figlio Alexander tra manipolazioni e inganni
Toffanin, quindi, le chiede se adesso riuscirebbe a riconoscere dei campanelli d'allarme che anni addietro avrebbero potuto aiutarla a ricalibrare il rapporto con suo figlio. L'attrice, quindi, risponde:
Tornando indietro, anche con una mia carissima amica che lo conosce da quando aveva 2 anni e mezzo. Ti ricordi che lui raccontava così tante bugie, avrei dovuto capire quando lo trovavo nel bagno a concentrarsi nel bagno per piangere, rubava la mia macchina senza patente, mi smontava le cose dicendo che erano venuti i ladri nel garage. Un sacco di cose che mi oggi mi spaventano, adesso però li vedo come dei campanelli d'allarme.
Come ricorda anche la padrona di casa, però, ci sono state difficoltà anche dal punto di vista economico. Clery racconta: "Mi aveva chiesto di fare un investimento all'estero, mi ero fidata perché era mio figlio, ma i soldi andavano a lui e non all'investimento, da lì sono iniziati i problemi, perché quando poi becchi una persona in flagrante, ti odiano".
Corinne Clery si è affidata agli avvocati per tutelarsi
L'attrice, poi, racconta un momento particolarmente doloroso, quando ha avuto l'ennesima conferma del fatto che i rapporti con suo figlio non erano poi così lineari come sperava:
Era il 2013, tornata da un reality avevo preso un virus terribile, pensavo di andare al creatore, in quei tre mesi gli ho intestato tutto, perché ho avuto paura, gli ho chiesto ma se dovesse succedermi qualcosa chi si occuperà di me? E lui mi rispose "io mamma", in quel momento ho pensato di aver recuperato mio figlio. Ma lui è partito andando all'estero e ha fatto tutto il contrario di quello che ha detto.
Ora si è affidata a un team di avvocati che la segue e con i quali sta portando avanti una causa perché il casale in cui vive, donato a suo figlio, rischia di essere venduto da quest'ultimo. Clery ammette: "Il caso Sgarbi mi ha sconvolto. Ora dormo tranquilla, perché c'è qualcuno che mi difende, altrimenti non c'è nessuno". Quest'anno saranno ben nove anni che non incontra Alexander e a questo proposito dice:
A giugno saranno nove anni. Anche quello, tanto è così, io sono una guerriera, ho tanta gente che mi vuole bene, non avrò la famiglia? Pazienza. Non è sempre la migliore situazione. Io non mi vergogno, non ho fatto niente, ho solo dato. Le parole rimangono, i fatti possono cambiare, migliorare, peggiorare, se c'è una legge divina, nel senso di giustizia, che vede quello che una mamma ha fatto, con la convinzione di proteggere una famiglia, allora andrà bene.