Chiambretti si commuove in diretta con Freccero, le parole sulla morte: “Penso sempre che potrebbe essere l’ultima”

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Momento particolare a Fin che la barca va, con Chiambretti che ha faticato a trattenere la commozione parlando del tema della morte con Freccero. Risate e lacrime (trattenute) che sembrano celare qualcosa di non detto da parte di entrambi.

Ci sono momenti di televisione che rompono i formalismi e le liturgie per lasciare spazio a qualcosa di autentico, sebbene non svelato. È ciò che è accaduto a Fin che la barca va, dove un incontro apparentemente consueto tra Piero Chiambretti e Carlo Freccero si è trasformato in un momento emotivo di grande impatto, che ha sottolineato su X il giornalista Massimo Falcioni.

Cosa è successo a Fin che la barca va

Tutto parte da una riflessione esistenziale di Freccero, lucida e priva di fronzoli: "Adesso comincio a vivere più intensamente, perché penso che potrebbe essere sempre l'ultima volta, quindi mai come adesso riesco a dare un senso alla vita, anche se il senso non c'è". Frasi pesanti, pronunciate da uno dei teorici ed esecutori più geniali e provocatori della tv italiana. Di fronte a quelle parole, Chiambretti si commuove. Ma, anziché abbandonarsi al patetico, fa quello che gli riesce meglio: maschera l'emozione con il grottesco, provando a disinnescare la gravità con una provocazione surreale: "Lei si farà seppellire o cremare, oppure bollire?", chiede a Freccero con il sorriso di chi prova a trattenere le lacrime.

La reazione di Freccero e le lacrime trattenute

La reazione di Freccero è una risata improvvisa, quasi incontrollabile: "Ma quando sarò morto… ma che domande sono?". Eppure, dietro quel riso sguaiato e liberatorio, traspare un'inaspettata commozione, trattenuta a stento. Come se la risata fosse l'unico scudo possibile per nascondere la consapevolezza di una fragilità condivisa. Il conduttore stacca lo sguardo, si porta le mani al volto per asciugare le lacrime e abbozza: "Scusate, sono commosso perché…". Poi si ferma, sceglie di non spiegare ciò che non ha bisogno di spiegazioni e sigilla il momento con un ringraziamento e una stretta di mano che vale più di mille monologhi.

Chiambretti e Freccero hanno collaborato insieme a fine anni Novanta, quando il conduttore approdò nella Rai2 diretta dal filosofo. Una stagione pionieristica nel corso della quale Rai2 scrisse pagine di televisione importanti, lasciando in eredità al pubblico alcuni programmi indelebili. Un rapporto che potrebbe spiegare anche questa particolare complicità e la scelta di parlare di un tema complesso, da sempre tabù, con l'intenzione di svelare, seppure non in modo esplicito, qualcosa che sia legato a un'esperienza personale di Freccero.

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