Carlo Conti: “Nella mia vita ho capito che qualcosa era cambiato guardando il conto in banca”

Carlo Conti è stato ospite di Silvia Toffanin nel salotto di Verissimo. Il direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo ha ripercorso la sua storia personale e il percorso della sua carriera su Canale 5, partendo dagli inizi, quando decise di lasciare il posto fisso in banca per fare il Dj e puntare alla carriera da conduttore.
La scomparsa del padre
Un percorso segnato dal rapporto con la madre, che lo avrebbe voluto sistemato dopo le grosse difficoltà patite dal punto di vista economico. Negli anni Sessanta, un tumore aveva costretto il padre a un lungo percorso di cure, molto dispendioso, che purtroppo non aveva portato risultati: "A mia madre erano rimasti solo gli occhi per piangere quando ci dissero che non ci sarebbe stato molto da fare", ha raccontato Conti commuovendosi.
Questo non fermò le ambizioni del conduttore, che pur avendo dato soddisfazione alla madre con il posto trovato in banca, un giorno prese una decisione drastica, scegliendo di licenziarsi per inseguire i suoi desideri: "Quando mi licenziai dalla banca, mia madre svenne. Ricordo che capii che qualcosa era cambiato quando feci un programma che si chiamava In Bocca al Lupo. Qui a Mediaset provarono a batterlo con un certo Passaparola", confessa ridendo a Silvia Toffanin, che proprio a Passaparola ha iniziato il suo percorso.
"La mia fortuna è che sono rimasto sempre lo stesso"
Il successo, ad ogni modo, non è arrivato subito, ma il pragmatismo di Conti non è mai venuto meno, con il conduttore che confessa candidamente: "Ho capito che era cambiato qualcosa guardando il mio conto corrente, lo dico senza imbarazzo. Ma per il resto sono rimasto lo stesso dentro. Penso sia la mia fortuna, la mia normalità, che magari qualcuno critica anche. Ma io sono così". Non sono mancati i momenti in cui ha preso decisioni importanti, anche in funzione della famiglia, il matrimonio e la nascita di suo figlio: "Lasciare il preserale è stata una scelta di vita. Da allora ci siamo trasferiti e Firenze e ci godiamo di più la vita. Ho avuto la fortuna gigantesca di poter rallentare il lavoro perché, per fortuna, non manca la disponibilità economica, pur essendo partito da zero".
E nonostante una carriera segnata da una crescita regolare, Conti confessa che i momenti complessi non sono mancati: "Ci sono stati anche alti e bassi, stai per fare un programma per cui ti hanno chiamato e poi subentra qualcun altro. Ma io ho fatto tutto con un unico riferimento, quello del pubblico. Ci può essere un critico che non ti apprezzi, ma il pubblico resta la cosa principale".