Bestemmia in tv, Scampini risponde alle critiche: “Siamo stati a casa della signora. Mi informo prima di scrivere”
Sabrina Scampini, conduttrice di Diario del giorno, ha risposto sui social a Giorgio Cappozzo, che nella sua rubrica di critica televisiva su Internazionale aveva dedicato un pezzo alla bestemmia andata in onda su Rete 4 durante un collegamento da Quarto Oggiaro. A pronunciarla era stata l'ormai popolare signora Giovanna, 84 anni, in sedia a rotelle, una degli inquilini che rischiano lo sfratto.
Cosa aveva scritto Cappozzo su Internazionale
Il pezzo di Cappozzo si intitola La signora Giovanna e ricostruisce la scena in maniera ironica, comprese le mani sul volto della conduttrice all'esclamazione dela bestemmia. Cappozzo, infine, annota che la sequenza è stata tagliata dalla versione disponibile su Mediaset Infinity. Giovanna, scrive ancora, per la tv che impasta dolore e denuncia è "la testimone perfetta", perché italiana, anziana e disabile. Secondo lui quella tv invoca l'esasperazione a patto che resti scritta in sovrimpressione. Quando l'esasperazione prende la parola, servirebbe un'empatia che il pezzo, nella chiusa, attribuisce soltanto alla Madonna.
"Sono certa che non abbia guardato solo un meme su TikTok"
Sabrina Scampini ruggisce nei confronti di Cappozzo, restituendo la stessa cifra sarcastica: "Ci tengo a ringraziare Giorgio Cappozzo per avermi dedicato del tempo nel suo prestigioso spazio di critica su Internazionale, un giornale che leggevo spesso". Poi il vero attacco: "Sono certa che per scrivere di noi ci segua e non abbia scritto un articolo guardando solo un meme girato su TikTok. Quindi non si sarà di certo perso la puntata del giorno dopo".
Perché il passaggio che manca al pezzo di Cappozzo è appunto che: "Quella espressione era figlia della concitazione e della rabbia che nasce dalla disperazione e mi sembrava necessario a quel punto capire il motivo di quella disperazione e darle la possibilità di raccontarlo". Scampini quindi precisa che il giorno dopo è andato in onda un altro servizio proprio a casa della donna: "Non sarò stata empatica neanche in quella occasione, ma mi rendo conto che non si possa guardare tutto quando si fa il critico del lavoro degli altri".
Scampini ha voluto poi sottolineare di non fare "casting del dolore: "Vorrei sottolineare che non scelgo gli ospiti considerando disabilità, abbigliamento o età". E ancora: "La signora Giovanna non è stata scelta attraverso un casting del dolore e della disperazione, si trovava in piazza con tante altre persone. Io non ho neanche notato che Giovanna fosse in sedia a rotelle, stava lì perché dei privati hanno comprato le case comunali dove abita da una vita e tra qualche mese lei altre 10 famiglie finiranno per strada".
"Andiamo dove certi intellettuali non vanno"
A questo punto il post smette di parlare a Cappozzo e si alza di un semitono, perché si rivolge all'intera categoria alla quale Cappozzo inevitabilmente fa parte: "Andiamo dove la politica e certi intellettuali non vanno e li considerano luoghi perduti e trasformano chi ci vive in macchiette di un'Italia decadente". L'accusa, insomma, torna al mittente: "Non avrò tanta empatia come la Madonna, ma mi informo prima di scrivere e commentare. È più di quello che fanno molti altri".
Chi ha ragione sulla signora Giovanna
Lecito chiedersi: chi è che ha ragione sulla signora Giovanna. Non è per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ma vero è che hanno ragione entrambi. Con leggero vantaggio per Scampini, a parere di chi scrive. Il servizio del giorno dopo esiste e nella rubrica manca: su questo Scampini segna il punto. Ma che quel pomeriggio televisivo viva di facce come quella della signora Giovanna resta vero. Certo, stare nei territori, tra la gente, comporta inevitabilmente questo. Quanto alla bestemmia, è l'unico terreno in comune tra Cappozzo e Scampini: per tutti e due era rabbia, non offesa. Il taglio da Mediaset Infinity è una questione di opportunità.