Amadeus si fa sentire ad Amici: Nicolò contesta il vocal coach, il professore gli propone di cambiare squadra.

Immagine
Ad Amici 26 Amadeus mette Nicolò davanti a una scelta: restare con il vocal coach Lorenzo o cedere la maglia a un altro professore. Il cantante chiarisce le sue parole e decide di proseguire con lui.

Nella scuola di Amici 26 le parole dette in settimana non restano mai in casetta. Nicolò se n’è accorto in puntata, quando Amadeus lo ha chiamato a rendere conto di una confidenza diventata, nel giro di pochi giorni, un caso interno alla squadra: il desiderio di lavorare con più vocal coach invece di restare sempre con lo stesso. Una richiesta che il responsabile artistico ha letto come una messa in discussione del proprio metodo e alla quale ha risposto con calma, ma senza lasciare margini di ambiguità.

La regola di Amadeus: un solo vocal coach per tutta la squadra

Il conduttore ha preso la parola partendo dal ruolo che ogni professore ricopre nel programma: “Ti dico com’è la situazione. Ognuno di noi è un responsabile artistico. Vuol dire che ognuno di noi ha la responsabilità della propria squadra. Io sono pazzamente affezionato a tutti voi. È chiaro che all’interno di una squadra faccio delle regole”.

La regola in questione riguarda proprio la voce. Ai quattro allievi del suo gruppo Amadeus ha affidato un unico vocal coach, Lorenzo, convinto che la continuità sia un vantaggio e non un limite: “La regola, pensando che fosse un vantaggio per voi, è quella di avere un unico vocal coach. Tutti i vocal coach di Amici sono bravissimi. Ritengo di darvi a tutti e quattro un vocal coach che è sempre lo stesso. Come un preparatore atletico che conosce anatomaticamente le vostre corde vocali, dove potete migliorare e cosa fare. La stessa cosa faccio io. Lorenzo è quello che concorda con me. Questa è la linea. Pensando di farvi un favore, perché è un vantaggio”.

Il paragone sportivo spiega bene la filosofia: un allenatore che conosce lo strumento del cantante giorno dopo giorno, che ne monitora i progressi e lavora in sintonia con il professore. Cambiare insegnante a rotazione, in questa logica, significherebbe ripartire ogni volta da capo.

La maglia sul tavolo: le alternative Rudy Zerbi e Samurai Jay

Poi è arrivato il passaggio che ha cambiato il peso della conversazione. Amadeus ha chiarito che non avrebbe vietato nulla, ma che ogni scelta avrebbe avuto una conseguenza precisa: “Io non ti dirò mai che questo non lo puoi fare. Non ti dirò mai che se tu vuoi provare con altri vocal coach te lo vieterò, però ti devo dire che se tu vuoi stare con tutti i vocal coach, io sono costretto a dirti: Nicolò mi devi dare la maglia e puoi andare con tutti tranne con Lorenzo e tranne con me”.

In altre parole, la libertà di scegliere c’era, ma passava da un cambio di squadra. Il professore ha indicato anche le possibili destinazioni: “La maglia a quel punto te la daranno Rudy Zerbi o Samurai Jay con un percorso diverso da quello che ipotizzavamo. Ma senza nessuna forzatura. Viene prima il tuo desiderio. Ti auguro di rimanere fino all’ultimo giorno, ma è chiaro che tu mi devi dire cosa vuoi. È tutto fatto per farvi crescere e farvi stare bene. Lascio a te la decisione di stare con me e con Lorenzo fino alla fine oppure di fare altre decisioni e rimetterti in gioco”.

La risposta di Nicolò: “Non ho posto un ricorso”

Nicolò ha scelto di non trasformare il confronto in uno scontro. Ha precisato che la sua era una volontà espressa, non una contestazione formale, e ha rimesso la decisione nelle mani del professore: “Non ho posto un ricorso. Se tu hai deciso per noi che questo è più proficuo. Avevo espresso la volontà di fare lezioni con altri, ma non presento ricorso diretto o formale a te perché se tu l’hai pensato vuol dire che c’è un ragionamento dietro”.

A pesare sulla sua scelta anche i risultati del lavoro fatto finora: “D’altronde sta andando sempre meglio con Lorenzo, quindi non ti chiederò di cambiare vocal coach. Se questo è quello che vuoi tu per me, io faccio questo”. Il chiarimento ha chiuso la questione e Amadeus non ha nascosto il sollievo: “E io sono molto contento perché non voglio perderti”.

Una squadra, una linea

Il confronto è stato molto interessante e può insegnare molto su come si tiene un rapporto tra "maestro" ed "allievo". Amadeus ha mostrato di interpretare il ruolo di responsabile artistico con un’idea precisa di gruppo: regole condivise, una linea comune e un vocal coach che lavori in coppia con lui. Nicolò, dal canto suo, ha incassato il richiamo senza perdere la faccia, rivendicando la legittimità del suo desiderio ma scegliendo di restare dove i progressi si vedono. La maglia resta al suo posto. Resta da capire se, nelle prossime settimane, quella voglia di sperimentare di Nicolò tornerà a farsi sentire.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views