Alessia Tarquinio a Le Iene: “Nel calcio noi donne siamo il 10% ma ci trattano come un problema”

Il monologo di Alessia Tarquinio alle Iene, in onda domenica 25 gennaio su Italia1, ha squarciato il velo su uno dei temi più divisivi del giornalismo sportivo italiano: il ruolo delle donne nel racconto del calcio. La giornalista ex Sky, attualmente impegnata tra Prime Video e DAZN, rappresenta sicuramente una figura di riferimento per intere generazioni di appassionati. Per questo motivo, la Tarquinio è stata scelta per il palco del programma di Italia1, nel consueto spazio dedicato ai monologhi, per lanciare un messaggio sul suo settore.
Le parole durissime di Alessia Tarquinio
"Emozionarmi e fare emozionare non è un lavoro, ma una fortuna retribuita. Non potevo immaginare che sarei finita nel 10% di donne, di un racconto dominato da voci maschili", ha esordito Tarquinio, mettendo immediatamente sul tavolo la sproporzione numerica che caratterizza il giornalismo sportivo italiano. Ma è la seconda parte della frase a colpire nel segno: "Siamo abbastanza per non essere un'eccezione, insufficienti per non essere un problema".
Una definizione che racchiude perfettamente il limbo in cui si trovano le professioniste del settore: troppo presenti per essere ignorate, troppo poche per modificare davvero le dinamiche di un sistema costruito su altri parametri.
Lo spazio conquistato "con calma e fatica"
"Io quello spazio me lo sono preso con calma e con fatica, senza scorciatoie", ha proseguito la giornalista, spostando il focus dalla denuncia alla rivendicazione personale. Il riferimento alle "scorciatoie" diventa ancora più esplicito quando Tarquinio allarga lo sguardo: "Come tante altre donne che non vedete. Perché c'è chi viene messa davanti alla telecamera, chi resta dietro, chi indietro, chi non viene neanche chiamata".
Ed è proprio su questo punto che il monologo si fa più tagliente: "Queste scelte dicono molto di più su chi le fa, rispetto a chi le subisce". La critica di Alessia Tarquinio però non prende solo il sistema. È un messaggio che si trasforma anche in una sorta di appello a tutte le professioniste che aspirano a trovare spazio: "Non dobbiamo rassegnarci alla mediocrità. Emergere è difficile, ma è ancora possibile".
Un invito a non arrendersi
"Se pensate di non essere abbastanza, vi dico insistete perché ne vale la pena", ha dichiarato la giornalista, prima di lanciare il messaggio più importante: "C'è bisogno della vostra voce, c'è bisogno della vostra competenza e della vostra testa. Sprecarle sarebbe un gravissimo peccato". Il finale del monologo è un manifesto d'intenti: "Fate come me: prendetevi quello spazio, prendetelo bene. Se possibile, prendetelo anche meglio. Con la competenza, che no, quella non capita".
Le parole alle Iene si inseriscono in una riflessione più ampia che Tarquinio porta avanti da tempo. In una intervista precedente, la giornalista aveva già affrontato il tema delle dichiarazioni di Michele Criscitiello, direttore di Sportitalia, che aveva sostenuto come nel calcio televisivo servano "belle donne" perché "catturano l'occhio" e vadano "istruite": "Sinceramente: non voglio più affrontare questo tema. Ne abbiamo parlato all'infinito", aveva risposto seccamente Tarquinio a Rivista Contrasti. "Credo sia un discorso appartenente al passato e che non meriti più spazio e attenzione. Parlare ancora e sempre di bellezza significa nutrire il solito cliché. Ed io odio i cliché".