Timothée Chalamet contro balletto e opera: “Basta che dica di non aver intenzione di offendere”

Non si fermano le polemiche su Timothée Chalamet. Come è noto, durante un podcast organizzato da CNN e Variety il 14 febbraio scorso, insieme a Matthew McConaughey, l'attore ha dichiarato di non avere alcun interesse a lavorare nel balletto o nell'opera lirica, aggiungendo che "nessuno si preoccupa più di queste cose". Il commento ha circolato rapidamente online, scatenando reazioni dalla comunità artistica, da colleghi come Whoopi Goldberg e Jamie Lee Curtis, e da alcuni addetti ai lavori di Hollywood.
Cosa ha detto esattamente
Le parole di Chalamet erano abbastanza nette: non vuole lavorare in forme d'arte dove si ha la sensazione di dover "tenere in vita qualcosa a cui nessuno è più interessato". Subito dopo ha cercato di ammorbidire il concetto con una battuta — "sto perdendo spettatori per niente" — ma il danno era fatto. Il video ha fatto il giro dei social, e le istituzioni culturali non hanno tardato a rispondere.
L'opinione pubblica si è spaccata a metà. C'è chi definisce il commento "stonato" e "stupido", sottolineando che Chalamet ha mostrato un atteggiamento arrogante per tutta la promozione di Marty Supreme, il film con cui è candidato all'Oscar come miglior attore. "L'Academy premia l'umiltà", dice una fonte con clienti di primo piano. "Non quello che sta facendo lui."
Altri minimizzano: un pr hollywoodiano fa notare che Chalamet ha semplicemente detto ad alta voce ciò che "la grande maggioranza degli americani già pensa", e invita chi finge indignazione a mostrare l'ultimo biglietto comprato per uno spettacolo di danza o opera. Un esperto di comunicazione di crisi, che è anche votante dell'Academy, ritiene che la situazione sia gestibile con una precisazione pubblica: riconoscere che non era intenzione offendere nessuno basterebbe a spegnere quella che definisce "un piccolo incendio con qualche brace ancora accesa".
Il tempismo non aiuta
Il contesto aggrava la questione. La votazione finale degli Oscar si è chiusa il 5 marzo, a pochi giorni dalla polemica. Fino a quel momento Chalamet era considerato il favorito per la statuetta, forte di numerosi premi precursori e di un incasso globale di quasi 275 milioni di dollari per Marty Supreme. Se le dichiarazioni abbiano effettivamente pesato sui voti degli Academy member è impossibile saperlo ora. Ma la coincidenza temporale ha alimentato le speculazioni.
Il dettaglio biografico che nessuno si aspettava
Quello che ha sorpreso molti osservatori è un dato biografico: Chalamet ha frequentato la LaGuardia High School of Music & Art and Performing Arts di New York, la stessa scuola resa celebre da Fame. Sua madre Nicole Flender e sua sorella Pauline Chalamet hanno studiato entrambe alla School of American Ballet. Sua nonna Enid Flender era una ballerina professionista con il New York City Ballet. Difficile, insomma, sostenere che si tratti di mondi lontani dalla sua storia personale.