Sandra Bullock fu costretta a nascondere l’adozione di suo figlio alla notte degli Oscar 2010

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Sandra Bullock ricorda la notte dell’Oscar 2010 per The Blind Side: due ore di sonno e un neonato tenuto segreto. Il racconto della sua vita privata e la sua attenzione assoluta all’esposizione pubblica dei due figli adottati.

Sandra Bullock ha raccontato una storia che ha che fare con il momento più importante della sua carriera e che coincide con quanto sia più difficile per una donna gestire certa pressione e certi momenti. Ospite di Live with Kelly and Mark, ha raccontato che la notte degli Oscar 2010 che l'ha vista trionfare come miglior attrice per The Blind Side fu in qualche modo "terribile". Di quella serata non ha quasi memoria e non per l'emozione, ma perché a casa l'aspettava il suo bambino, Louis, di cui però non sapeva nessuno.

"Avrò dormito due ore, forse. Stavo nascondendo un neonato. Nessuno sapeva che avevo Lou, e lui soffriva di reflusso, quindi si svegliava ogni due ore. Per questo non ricordo granché di quella notte", ha raccontato. L'adozione di Louis sarebbe stata resa pubblica solo nell'aprile del 2010, nello stesso mese in cui l'attrice annunciava anche la separazione da Jesse James.

L'Oscar per terra, il figlio in braccio

Il pensiero fisso, durante la premiazione, era il rientro a casa. "Volevo tornare perché volevo occuparmi io della poppata, sapevo che chi era rimasto con lui stava probabilmente facendo fatica", ha spiegato. Andarsene prima, però, non era un'opzione praticabile: dopo la cerimonia c'è stato l'after party e l'attesa per l'incisione del nome sulla statuetta. "Pensavo solo: possiamo sbrigarci con questo nome? Poi ho salutato tutti e sono scappata".

A casa è arrivata ancora vestita da cerimonia, e lì è rimasta. "Ero nell'abito e non riuscivo a toglierlo, così mi sono seduta con Lou addosso. L'Oscar era per terra e Lou sulle mie ginocchia". Il suo giudizio, a distanza di sedici anni, è netto: "È stato il modo migliore di vivere quella notte, perché era già travolgente di suo. Credo che sarebbe stato anche peggio se non fossi stata così stanca". E su come gli altri interpretarono la sua uscita anticipata: "Pensavano tutti: è stanca, è stanca. E io ero stanca! Ma volevo solo tornare a casa da una personcina di cui nessuno sapeva niente".

L'importanza di proteggere suo figlio

Non è la prima volta che Bullock racconta le misure adottate per proteggere il figlio in quei mesi. In una recente intervista con Jennifer Aniston per Interview Magazine, l'attrice ha ricordato l'espediente messo in piedi dopo l'annuncio del divorzio, quando aveva capito che i fotografi si sarebbero appostati sotto casa: stava svuotando un armadio e si è ritrovata tra le mani una vecchia borsa da hockey, di quelle usate per stipare i vestiti in viaggio. Ci ha infilato dentro Louis, seduto nel suo ovetto, e lo ha portato in auto come se stesse trasportando un bagaglio qualsiasi.

La famiglia si è allargata nel 2015

La famiglia si è allargata nel 2015 con l'arrivo di Laila, anche lei adottata. Oggi Louis ha 16 anni e la sorella 12, e la logistica domestica continua a comandare sulle scelte professionali dell'attrice: "Se i ragazzi non possono venire con me, non ci vado", ha detto. "Più crescono, più i loro impegni si moltiplicano. E i loro impegni contano più di un film da presentare".

Ovviamente, queste accortenze di Sandra Bullock – sicuramente meritorie – valgono inevitabilmente anche per l'esposizione pubblica, il cosiddetto sharenting: le apparizioni dei suoi due figli sui social, come in pubblico, sono davvero rarissime.

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