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Morto a causa di una malattia Gianluca Ariemma, gli amici: “Ha combattuto con ogni mezzo”

Amici e colleghi si stringono nel ricordo di Gianluca Ariemma, attore e regista casertano scomparso a soli 32 anni a causa di una grave malattia. Sui social in tanti lo hanno ricordato con nostalgia e profonda ammirazione.
A cura di Stefania Rocco
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Sono carichi di dolore ma anche di ricordi i post che gli amici e i colleghi di Gianluca Ariemma hanno lasciato sui social per ricordare l’attore, regista e sceneggiatore casertano morto a soli 32 anni a causa di una malattia contro la quale lottava “con ogni mezzo” a sua disposizione – come ricorda un amico – da qualche tempo.

Gianluca era conosciuto come un giovane e illuminato talento. Il suo ultimo spettacolo teatrale, I giusti, è andato in scena fino al dicembre 2024, un periodo in cui aveva già scoperto di essersi ammalato. Ma la passione impetuosa per il teatro gli ha consentito di esserci, di investire nei progetti che amava, fino a quando gli è stato possibile.

Il ricordo di amici e colleghi

A ricordarne con tenerezza la passione e la capacità dimostrata sul palco sono gli amici e i colleghi di Gianluca, coloro che negli anni avevano avuto il privilegio di conoscerlo fino a rimanere affascinati dalla sua aura.

I giusti è stata la tua ultima, geniale creazione”, scrive l’amica Gabriella Foti, “mancherà il tuo talento, la tua creatività, la tua impetuosa passione per il teatro e la tua amabilità”.

Il regista Simone Bevilacqua ne celebra invece la forza, la capacità di provare a combattere la malattia con l’arte, della quale aveva fatto una ragione di vita.

A ricordare Gianluca Ariemma ci sono anche i suoi ex insegnanti, come Adele Vairo, che racconta di averlo seguito anche nell’ultimo periodo, nella speranza di un epilogo diverso: “Dolore ingiusto ed incomprensibile. Una costante e silenziosa lama nel cuore. Mi restano i pensieri. Alla tua famiglia, alla tua mamma restituisco la certezza affettuosa e solidale di una anima bella sul serio”.

Descritto come “alto alto” e talentuoso dall’amica Ornella Matranga, che ne ricorda il carattere gioviale e la capacità di meravigliarsi di fronte alle azioni più semplici: “Mi ha ringraziato un anno intero semplicemente per una pasta aglio, olio e peperoncino e un bicchiere di vino. Mi ha insegnato che nei momenti più difficili della vita, le cose che ami sono l'unica àncora”.

Gianluca Ariemma sul palco: “Aveva talento, i suoi spettacoli intelligenti e di spessore”

E poi c’è il ricordo di Francesca Romana Vitale, che racconta di averlo vissuto nel quotidiano, seguendolo per lavoro: "Era un ansioso cronico. Una tipologia immancabile in un festival. Ogni mattina facevamo riunioni di staff e tra noi ci chiedevamo: ‘Ti ha chiamato Gianluca?’. ‘Sì’. ‘Anche a me, due volte’. Chiamava tutti noi almeno una volta al giorno, a cominciare dall'ufficio stampa. Aveva bisogno di accertarsi di tutto, era meticoloso ed esserlo non gli bastava mai. Dopo gli spettacoli gli dicevo: ‘Non ascoltare troppo i feedback di critici e colleghi, Gianluca, segui il tuo istinto’. Perché sapevo che Gianluca aveva talento, i suoi spettacoli erano intelligenti e di spessore e avrebbe avuto tutti i riconoscimenti che meritava. Questione di tempo".

Infine, l'ultima edizione del Fringe, il Festival Internazionale del Teatro Off e delle Arti Performative, cui Gianluca non ha fatto in tempo a partecipare:

Ha partecipato due volte al Fringe, la seconda a Milano e a Catania. Quest'anno sarebbe stata la terza. C'eravamo visti. ‘Gianluca, fai l'application anche se non hai tutto il materiale, non ti preoccupare’. Ma la sua candidatura non è mai arrivata.

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