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Luca Bizzarri su Andrea Pucci: “Ha dato ragione agli imbecilli, doveva fregarsene”

Luca Bizzarri difende ancora Andrea Pucci nel podcast Non hanno un amico: “Ha sbagliato a ritirarsi da Sanremo, non bisogna dare ragione agli imbecilli”. Poi attacca i politici che si immischiano nella satira.
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Nel suo podcast Non hanno un amico, Luca Bizzarri ha dedicato un'intera riflessione al caso Andrea Pucci, il comico che ha rinunciato a co-condurre la terza serata del Festival di Sanremo 2026 dopo le polemiche per alcuni suoi commenti passati ritenuti omofobi e razzisti. "Che Pucci venga costretto a ritirarsi da Sanremo, mi fa sentire toccato", ha esordito Bizzarri nel podcast. "Non è la sua o la mia comicità a essere messa in dubbio, ma quella di tutti. Questa è la classica situazione dove ci rimettiamo tutti".

Ma proprio quando ci si aspetterebbe una difesa a spada tratta, Bizzarri sferra il primo colpo: "Andrea Pucci ha torto perché ha dato ragione a uno sparuto gruppo di persone. Non c'è nulla di peggio di dare ragione agli imbecilli. Andrea doveva fottersene e andare dritto". È una difesa critica, quasi contraddittoria, che però coglie il punto centrale della questione: cedendo alle pressioni, Pucci ha legittimato l'idea che un comico possa essere censurato sulla base del giudizio di una minoranza rumorosa sui social.

La teoria del "club delle vittime"

Poi Bizzarri si spinge oltre, lanciando un'ipotesi provocatoria: "Voglio pensare che lui abbia voluto cogliere la palla al balzo per entrare nel club delle vittime e dei censurati. Lui non ne aveva bisogno perché i teatri li riempiva anche prima". È un passaggio tagliente, che solleva un dubbio: e se il ritiro di Pucci fosse stato in parte strategico? Un modo per posizionarsi nella narrazione dominante del "comico censurato", quella che in questi anni ha alimentato carriere e polemiche?

Ma la frecciata più dura Bizzarri la riserva a chi ha attaccato Pucci: "Hanno torto quelli che mi hanno scritto: è indifendibile. Perché se per loro Pucci fa cagare hanno la libertà di non guardarlo, ma non di impedirgli di salire sul palco delle sue battute, persino delle sue scoregge". È il principio base della libertà comica secondo Bizzarri: non ti piace? Non guardare. Ma pretendere di impedire a un comico di salire su un palco è un'altra cosa, è censura.

L'attacco ai politici: "Giorgia Meloni ha querelato un comico"

Il cuore della critica di Bizzarri, però, non è né per Pucci né per chi lo ha attaccato. Il vero bersaglio sono i politici: "Il torto principale lo hanno i politici che si sono immischiati in questa storia, sia quelli che lo difendono, sia chi li attacca".

E qui arriva il colpo più duro: "Meloni, per esempio, che un poveretto che l'ha presa in giro l'ha portato in tribunale". Un riferimento esplicito alla causa intentata dalla premier contro un comico, Daniele Fabbri, che l'aveva satireggiata. Questa posizione Bizzarri l'aveva già espressa nell'intervista a La Stampa con Paolo Kessisoglu: "Pucci ha il suo stile. Se non ti piace non lo vai a vedere o cambi canale", avevano detto i due. E avevano ammesso di averlo chiamato: "Gli abbiamo detto che sbaglia a darla vinta ai social".

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