Joe Manganiello pubblica le foto in ospedale e racconta la sua misteriosa malattia: “Persi 27 chili in due settimane”

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L’attore ha condiviso su Instagram le immagini del ricovero, mostrando le cicatrici dopo l’asportazione dell’intestino crasso e le lesioni cutanee. Per sette anni ha affrontato una malattia senza una diagnosi definitiva che ha rischiato di ucciderlo.

Un letto d’ospedale, il corpo segnato dagli interventi chirurgici e il viso coperto da eruzioni cutanee. Joe Manganiello ha scelto di mostrare una parte della sua vita che per anni è rimasta lontana dai riflettori, pubblicando su Instagram le foto scattate durante la lunga battaglia contro una malattia che ha messo a rischio la sua vita. L’attore, conosciuto per i ruoli in True Blood e Magic Mike, ha accompagnato le immagini con un racconto personale dei momenti più difficili della sua esperienza. "Bloodlines – Chapter 1 – In pictures", scrive nella descrizione, richiamando il titolo del suo memoir pubblicato il 13 ottobre, nel quale racconta per la prima volta nel dettaglio l'esperienza che ha cambiato la sua vita. Le fotografie ripercorrono alcuni dei momenti più duri di un percorso durato sette anni, durante il quale Manganiello ha affrontato ricoveri, interventi invasivi e sintomi debilitanti, senza ottenere dai medici una diagnosi definitiva.

Joe Manganiello perse 27 chili in due settimane dopo l'intervento

Nella prima foto, Manganiello è seduto su una poltrona d'ospedale, visibilmente dimagrito, con le apparecchiature mediche sullo sfondo. L'attore ha spiegato quanto rapidamente il suo corpo fosse cambiato dopo l'operazione: "Nei giorni successivi all'asportazione del mio intestino crasso, il mio peso ha cominciato a crollare. Nelle due settimane successive all'intervento avrei perso in totale 60 libbre, circa 27 chili. Se ingrandite la foto, potete vedere la parte superiore della mia prima sacca per stomia che spunta dalle lenzuola". La seconda immagine mostra invece l'addome dopo un ulteriore intervento, quello necessario per rimuovere la sacca e ricollegare il tratto digerente rimasto. Si vedono le cicatrici, i segni delle incisioni chirurgiche e una ferita ancora aperta. Nella terza, un primo piano del suo volto mette in evidenza le lesioni cutanee comparse durante gli anni della malattia: "Un esempio della moltitudine di problemi della pelle che mi hanno tormentato durante i sette anni in cui sono stato malato", ha scritto Manganiello, spiegando che i diversi disturbi dermatologici tendevano a manifestarsi anche contemporaneamente.

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La malattia mai diagnosticata che ha messo a rischio la sua vita

La storia che Manganiello racconta in Bloodlines comincia nel 2015, poco dopo il suo matrimonio con Sofía Vergara. Per circa un anno l'attore convive con sintomi sempre più debilitanti, tra dolori addominali così forti da impedirgli di camminare, febbre, stanchezza, mal di testa ed eruzioni cutanee. A questi disturbi si aggiungono episodi di sanguinamento rettale, senza che gli esami riescano a individuare la causa. Nel 2016, dopo essere collassato sul set, viene ricoverato per circa due mesi, durante i quali i medici cercano di capire che cosa stia succedendo al suo corpo senza però trovare una risposta. Alla fine, decidono di operarlo d'urgenza e scoprono che il suo colon è gravemente compromesso, con un accumulo di pus e il rischio di una perforazione intestinale. Come ha raccontato nel memoir, senza quell'intervento sarebbe morto di sepsi. Durante la convalescenza gli arriva una telefonata inaspettata: a circa un mese dalle dimissioni, mentre cerca ancora di recuperare il peso perduto, Ben Affleck vuole affidargli il ruolo di Deathstroke nel film su Batman che sta preparando. Una proposta che Manganiello ricorda come "la più importante della mia vita" e che gli dà una nuova motivazione per rimettersi in forma, nonostante sia ancora alle prese con le conseguenze dell'intervento. Anche la prova dei costumi si rivela più complicata del previsto, dovendo trovare il modo di nascondere le cicatrici e la sacca per stomia. Quel film, però, non verrà mai realizzato nella forma immaginata da Affleck. Dopo la sua rinuncia alla regia, Matt Reeves rielabora il progetto, dando vita a una storia autonoma che arriverà al cinema nel 2022 con The Batman, interpretato da Robert Pattinson. Manganiello riuscirà comunque a vestire i panni di Deathstroke nella scena dopo i titoli di coda di Justice League, nel 2017.

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Joe Manganiello e Sofía Vergara

Intanto, la ricerca dell'origine dei suoi problemi di salute prosegue senza che nessuno riesca a venirne a capo. L'attore si sottopone ad altri esami e prova diverse terapie, tra cui farmaci per il dolore neuropatico e medicinali utilizzati per trattare patologie intestinali come il morbo di Crohn e la colite, ma nessun trattamento sembra risolvere il problema: per anni continua a fare i conti con sintomi che compromettono la sua vita quotidiana e lo costringono a cercare risposte senza sapere con certezza quale sia la malattia da combattere. Ancora oggi Manganiello non ha ricevuto una diagnosi e ha descritto la propria esperienza come quella di una "misteriosa malattia autoimmune". Ma nel tentativo disperato di trovare una spiegazione, l'attore si è imbattuto anche in una teoria decisamente singolare: nel memoir racconta di aver ricevuto la telefonata di uno sciamano cubano, convinto che dietro la sua malattia ci fosse una maledizione voodoo lanciata da un ex di Sofía Vergara, ancora innamorato di lei. L'uomo gli disse anche che il presunto maleficio sarebbe stato compiuto a New Orleans: a quel punto a Manganiello venne subito in mente Nick Loeb, ex fidanzato della moglie, che aveva studiato proprio nella città della Louisiana. La storia era così assurda da sembrare uscita da un film, eppure l'attore ammette di essere rimasto colpito da alcuni dettagli raccontati dallo sciamano, tanto che, pur senza avere alcuna prova a sostegno di quella teoria, arrivò persino a cercare voli per Guayaquil, in Ecuador, dove l'uomo gli aveva proposto di incontrarsi per un rituale di purificazione. Un episodio decisamente fuori dagli schemi, che restituisce anche quanto fosse disposto a spingersi lontano pur di trovare una risposta a ciò che gli stava succedendo. Con il tempo, però, le sue condizioni sono migliorate: in un'intervista a Entertainment Weekly, ha raccontato che i sintomi sono scomparsi improvvisamente più di tre anni fa e che, dopo un ulteriore intervento per ricollegare il tratto intestinale, non ha più bisogno di farmaci. "Ho attraversato quella tempesta e sono riuscito a venirne fuori", ha raccontato, descrivendo la sua vita attuale come "sana, felice e serena".

Chi è Joe Manganiello, da Spider-Man a One Piece

Il pubblico lo ricorda soprattutto nei panni di Alcide Herveaux, il licantropo di True Blood, o come Big Dick Richie, uno dei ballerini di Magic Mike e del sequel Magic Mike XXL. Nato nel 1976, Joe Manganiello ha iniziato a farsi conoscere al cinema nel 2002, quando ha interpretato Flash Thompson, il compagno di scuola di Peter Parker, in Spider-Man di Sam Raimi. Da allora ha preso parte a numerose produzioni per il grande e il piccolo schermo, sperimentando anche dietro la macchina da presa come regista e produttore. Negli ultimi anni ha continuato a spaziare tra generi e formati molto diversi: nel 2025 è arrivato su Netflix con Nonnas, la commedia con Vince Vaughn, Susan Sarandon e Lorraine Bracco nella quale interpreta Bruno, mentre nel mondo della televisione ha condotto Deal or No Deal Island, una versione avventurosa del gioco dei pacchi, simile ad Affari Tuoi, in cui i concorrenti si sfidano su un'isola per conquistare premi in denaro. Nel 2026 ha aggiunto un altro titolo importante alla sua filmografia entrando nel cast della seconda stagione di One Piece, l'adattamento live action del manga in cui interpreta Mr. 0, il misterioso capo dell'organizzazione criminale Baroque Works, ruolo che riprenderà anche nella terza stagione, attesa su Netflix nel 2027.

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