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Jim Carrey e la teoria del clone: com’è nato il sospetto della sostituzione di persona

Jim Carrey è stato sostituito da un clone. Questa la teoria spuntata fuori dopo la premiazione ai César tenutasi a Parigi il 26 febbraio 2026. Un premio alla carriera che è finito nell’ombra di una serata in cui l’attore è diventato protagonista di video su Youtube in cui si montavano supposizioni e prove per un ipotetico scambio di persona. E non è la prima volta che accade.
A cura di Eleonora D'Amore
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Jim Carrey è stato sostituito da un clone. Questa la teoria spuntata fuori dopo la premiazione ai César tenutasi a Parigi il 26 febbraio 2026. Un premio alla carriera che è finito nell'ombra di una serata in cui l'attore è diventato protagonista di video su Youtube in cui si montavano supposizioni e prove per un ipotetico scambio di persona. E non è la prima volta che accade.

Quando Jim Carrey è arrivato sul red carpet dei celebri premi francesi, molte persone lo hanno trovato visivamente diverso rispetto a immagini precedenti: volto più disteso, zigomi più evidenti, pelle più liscia, capelli lunghi e occhi percepiti come “più chiari”. Il suo discorso interamente in francese, lingua che non gli è mai più di tanto appartenuta, ha continuato ad alimentare i sospetti. Le parole a commento della serata hanno finito per chiudere il cerchio di una teoria complottista che ha messo radici nel lontano 2017. C'è stato addirittura un artista del makeup, Alexis Stone, che è arrivato a insinuare di essere stato lui ad aver prestato il volto, magistralmente truccato, a Carrey quel giorno. E non è tutto. L'ipotesi più semplice addotta come motivazione di tale trasformazione, ovvero l'essere ricorso come molti divi alla chirurgia plastica, inciampando in un trattamento di blefaroplastica non riuscito benissimo, non è sembrata allineata alla sua condotta etica.

L'ex compagna di Carrey, dal 2005 al 2010, Jenny McCarthy è voluta intervenire su People per contrastare queste supposizioni: "Era sicuramente lui. Sembrava molto felice a quella cerimonia di premiazione e io ero felice per lui". "È proprio questo l'aspetto che, purtroppo, la gente non nota", ha aggiunto il marito di McCarthy, Donnie Wahlberg, presente all'evento insieme a lei, "Siamo così ossessionati dal suo aspetto che non ci siamo accorti di quanto sembrasse felice".

Jim Carrey e Jenny McCarthy
Jim Carrey e Jenny McCarthy

Il richiamo allo stato di salute mentale dell'attore arriva anche a seguito dei ciclici periodi bui in cui ha combattuto con i demoni di una depressione perennemente dietro l'angolo dalla sua adolescenza, parte di una vita che ha poi raccontato in varie interviste. Gregory Caulier, delegato generale dei premi César francesi, ha dichiarato a Variety che Carrey era "profondamente commosso dall'invito dell'Academy", smentendo qualsiasi insinuazione sulla sua reale identità: “La sua visita è stata programmata dalla scorsa estate, otto mesi di dialogo continuo e costruttivo. È arrivato con la sua compagna, sua figlia, il nipote e dodici amici stretti e familiari, oltre al suo PR di lunga data".

Ma post diventati immediatamente virali hanno spinto l'idea che l'uomo di fronte il capannello di giornalisti ai Cesàr non fosse davvero lui. Sui social ogni singolo video ha collezionato una sfilza di like e condivisioni e non era la prima volta. Questa idea infatti cominciò a circolare intorno agli anni 2010–2020, quando alcuni utenti notarono che Carrey era diverso fisicamente (sottolineando aspetti come invecchiamento, dimagrimento, barba, ecc.), aveva comportamenti pubblici più eccentrici o di stampo più intimista e filosofico rispetto al passato. Un momento chiave è stata un’intervista sul red carpet del 2017 durante la New York Fashion Week, dove Carrey argomentò sul “non esistere davvero e il non essere lui (aprendo però a un discorso più ampio sull'importanza di avere una personalità più che essere "un'icona"). Il video diventò virale e molti lo interpretarono come una prima distorsione, qualcosa che portò già a dire "non è più lui".

Ma Jim Carrey non è mai stato un attore ordinario. È probabile che la sua stessa genialità lo abbia costretto a un convivenza con una sensibilità a volte ingestibile, che gli ha consentito di diventare uno degli attori più bravi e poliedrici del cinema internazionale, ma che gli ha anche causato più di un momento no. Ha provato terapia e meditazione ed è diventato un grande sostenitore di pratiche spirituali e filosofiche per gestire lo stress mentale, auspicando pubblicamente una normalizzazione del dialogo sulla salute mentale, sia per adulti sia per giovani. Il suo comportamento eccentrico, le pause contemplative e più di una riflessione sulla vita hanno alimentato le teorie del clone ai Premi César come ad altri eventi.

Molti video virali che hanno scatenato queste teorie confondevano le sue espressioni intense e i cambiamenti improvvisi come prove di una sostituzione di persona e non come segnali di una personalità cangiante dotata di una spiccata profondità emotiva. Personalmente, non ha mai commentato nessuna di questa notizie e non ha voluto smentire con alcuna nota ufficiale. Una scelta comprensibile e allineata alla sua incapacità di partecipare attivamente al chiacchiericcio pubblico inerente qualsiasi aspetto del suo privato.

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