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Giuliana De Sio: “A 12 anni presi delle pillole di mia madre, stavo per morire. Volevo farmi notare”

Giuliana De Sio non si risparmia nel racconto di sé a Verissimo. Dall’infanzia difficile con “una madre instabile che beveva”, alla scelta di lasciare casa appena maggiorenne. Oggi decanta un amore per la solitudine: “L’Amore? L’ultima storia risale a vent’anni fa”.
A cura di Andrea Parrella
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L'età adulta, l'assenza di relazioni, la ricerca costante di una conferma in se stessa e quell'infanzia difficili che l'ha segnata. Giuliana De Sio torna nel salotto di Verissimo per rileggere la sua vita e la sua carriera alla luce di ciò che è oggi. Un trascorso sicuramente importante, fatto di premi e riconoscimenti, che continua a porle degli interrogativi ai quali risposta non c'è.

Oggi Giulia De Sio fa un bilancio della sua carriera che definisce, senza mezzi termini: "Una prova di resistenza eroica per una donna che vuole fare questo mestiere. Più passano gli anni e più è complicato, sei sempre più esigente e vuoi una qualità che è spesso affidata ai più giovani, che raccontano il nuovo monto. Nella realtà sembra che ti succedano meno cose quando sei adulta, ma ti succedono nel tuo mondo interiore molte più cose di quelle che accadono a una persona giovane".

Il gesto a 12 anni che gli costò quasi la vita

Una vita iniziata in un contesto familiare complesso, culminato con un gesto da appena adolescente che avrebbe potuto segnare la sua esistenza: "A 12 anni avevo preso delle pillole di mia madre, volevo farmi notare, arrivai a scuola e svenni. Volevo farmi notare, è stata la mia prima rappresentazione teatrale, a quell'età agisci in base a dei pensieri che la tua coscienza non rielabora. Volevo provocare uno tsunami e l'ho provocato". 

"Mia madre beveva ed era instabile", la fuga a 18 anni da casa

Il tutto era dovuto anche e soprattutto al rapporto complesso con sua madre, che la spinse a lasciare casa subito, appena compiuti i 18 anni: "Avevo una madre che beveva, era molto instabile. Con i primi soldi guadagnati mi sono subito pagata una persona di servizio perché sapevo che non potevo gestirmi da solo, e uno psicanalista. Avevo bisogno di ascolto e accudimento e me lo sono comprate. Non so la psicanalisi che apporto abbia dato, sicuramente andare a parlare con delle persone che si suppone ne sappiano più di te. Oggi non ci vado più". Quindi una carriera gratificante, che non ha smesso di porla costantemente davanti al dubbio sulle sue capacità: "La sindrome dell'impostore non dipende da mancanza di autostima, credo che tutti gli artisti mettono in dubbio ciò che fanno, perché il dubbio ti porta avanti, ti dà una benzina in più". 

Oggi De Sio guarda al suo presente con grande serenità e una vocazione alla solitudine, che si riflette anche sulla vita sentimentale, ormai spenta da tempo, come racconta lei: "L'amore? Oggi c'è il pericolo di essere innamorati della solitudine, tornare a casa e poter fare quel che cavolo ti pare. L'ultima storia risale a più di vent'anni fa, ho detto addio alle scene dell'amore molto presto. Troppo presto, forse. Ho avuto una vita sentimentale abbastanza normale, forse c'è qualcosa che mi ha fatto dire basta e non l'ho registrata". 

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