Fausto Bertinotti durissimo su Garlasco: “Farei una legge contro questi temi in Tv”

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Fausto Bertinotti a Dritto e Rovescio attacca la giustizia spettacolo su Garlasco: “Proibirei i processi in TV, alimentano solo la verità del popolo delle picche”.

Quando un garantista di lungo corso come Fausto Bertinotti spinge la propria riflessione fino al paradosso di ipotizzare un intervento legislativo per limitare la cronaca giudiziaria sul piccolo schermo, vuol dire che un limite è stato superato. Ospite a Dritto e Rovescio, l'ex presidente della Camera ha commentato il rinnovato interesse mediatico sul caso di Garlasco, mettendo a nudo la deriva di un format che non informa più, ma spettacolarizza il dolore e il sospetto.

Quando Del Debbio gli ha chiesto la sua sulle vicende del caso Garlasco, Bertinotti ha commentato così: "Terribile. Io, di tutto posso essere accusato tranne che di autoritarismo, ma legifererei contro l'uso in televisione di ciò che riguarda i tribunali". Una provocazione forte, quella di Bertinotti, che punta l'indice non sulla cronaca in sé, ma sulla sovraesposizione negli studi televisivi e la sovrapposizione di questi ultimi alle aule di tribunale. La critica dell'ex leader storico del Rifondazione Comunista centra il cuore del problema: la trasformazione del processo penale in un'arena da circo dove l'opinione pubblica viene chiamata a schierarsi ed emettere sentenze, a beneficio esclusivo dell'audience.

A fare paura è soprattutto la nascita di quello che Bertinotti definisce con efficacia il "popolo delle picche", specificando che "non è possibile che le vicende che riguardano la vita delle persone, che vanno in tribunale, dove solo la libertà giuridica può essere perseguita… non può diventare la verità del popolo", ha incalzato l'ex conduttore politico. In questo cortocircuito, la TV fallisce la sua missione culturale e civile, rendendo, secondo Bertinotti, "un cattivo servizio" sia alla giustizia reale, sia ai cittadini.

Il caso Garlasco, tornato prepotentemente negli ultimi giorni al centro del dibattito pubblico, è solo l'ultimo capitolo di una lunga saga in cui il delitto della porta accanto si trasforma in un polpettone pomeridiano o serale, con plastici, perizie improvvisate ed esecuzioni mediatiche. Il richiamo di Bertinotti, pur nella sua carica volutamente iperbolica, riapre un dibattito etico fondamentale per l'informazione in Tv e fa sorridere per il luogo in cui viene pronunciato, ovvero una delle emittenti più impegnata sulla vicenda Garlasco negli ultimi mesi. L'applauso timido in studio è, per certi versi, un segnale dell'imbarazzo scaturito.

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