È morto a 78 anni Richard Riehle, l’attore caratterista di Star Trek: “Il protagonista non è sempre la parte migliore”

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Il volto di Tom Smykowski in Office Space e di Batai in Star Trek: The Next Generation è morto a Los Angeles il 15 ottobre. In quasi cinquant’anni di carriera ha lavorato in oltre 400 produzioni.

"Ho ottime doti relazionali. Ci so fare con le persone!" , insisteva Tom Smykowski, nel disperato tentativo di convincere i superiori che il suo lavoro fosse ancora indispensabile. Una battuta diventata una delle più riconoscibili di Office Space, la commedia del 1999 che raccontava con ironia le frustrazioni della vita d'ufficio. A pronunciarla era Richard Riehle, attore statunitense che ha attraversato quasi cinquant'anni di cinema, televisione e teatro, costruendo una carriera fatta di centinaia di ruoli, spesso secondari ma capaci di lasciare il segno.

Riehle è morto il 15 ottobre 2026 a Los Angeles, all'età di 78 anni. La notizia della morte, che secondo quanto riferito da media statunitensi è avvenuta per "cause naturali", è stata resa pubblica lunedì 19 ottobre dai suoi rappresentanti, Artists & Representatives e Wright Entertainment Inc, ma non sono stati diffusi ulteriori dettagli sulle circostanze della scomparsa.

Il ruolo in Office Space e il mistero del tappetino

Diretto da Mike Judge e uscito nel 1999, Office Space è diventato negli anni un film di culto per il modo in cui mette alla berlina le gerarchie aziendali e l'assurdità di certi ambienti di lavoro. Riehle interpretava Tom Smykowski, responsabile di prodotto della società Initech, alle prese con la prospettiva di perdere il posto. Per difendersi, insisteva sulle proprie capacità relazionali e cercava di convincere i superiori che il suo contributo fosse insostituibile. Il personaggio finiva poi per progettare il "Jump to Conclusions Mat", un tappetino con caselle che avrebbero dovuto aiutare chi lo utilizzava a saltare, letteralmente, alle conclusioni. La trovata è rimasta una delle gag più ricordate del film, tanto che, a distanza di 25 anni dall'uscita, gli spettatori continuavano a chiedere all'attore che fine avesse fatto l'oggetto di scena. Nel 2024, in un'intervista a The Hollywood Reporter in occasione dell'anniversario della pellicola, Riehle raccontò di non averlo conservato e di non sapere chi lo avesse preso: a quanto pare, il tappetino era semplicemente scomparso. Un piccolo aneddoto che restituisce bene la fortuna duratura di un personaggio che, pur non essendo il protagonista, è rimasto nella memoria del pubblico.

All’epoca Office Space non ottenne grandi risultati al botteghino, ma negli anni conquistò un pubblico sempre più ampio anche grazie alla distribuzione in home video e ai passaggi televisivi. La performance di Riehle contribuì a rendere Tom un personaggio riconoscibile, capace di suscitare il riso senza perdere del tutto la sua componente umana: dietro le rivendicazioni di un dipendente che si sentiva indispensabile c’era un uomo spaventato all’idea di essere messo da parte. Il set riservò all’attore anche un’esperienza piuttosto singolare: per girare le scene successive all’incidente del personaggio, la produzione non aveva a disposizione un responsabile degli effetti speciali che potesse realizzare un'ingessatura di scena. Fu quindi ingaggiato un paramedico, che applicò a Riehle un vero gesso. In un’intervista a Notre Dame Magazine, l’attore raccontò di essere rimasto sulla sedia a rotelle, con il busto ingessato e il supporto ortopedico, per circa otto ore, e quando il paramedico dovette andare al lavoro, lasciò a un assistente di produzione un taglia-gesso per liberarlo.

Gli esordi tra cinema e teatro

Nato il 12 maggio 1948 a Menomonee Falls, nel Wisconsin, Riehle era il maggiore di sei fratelli. Dopo la morte del padre, quando aveva solo 13 anni, iniziò a lavorare in un negozio di alimentari per contribuire alle spese della famiglia. Per un periodo pensò anche di diventare prete, seguendo una tradizione presente nella sua famiglia materna, così decise di frequentare il seminario di Saint Francis de Sales, ma capì presto che quella non era la sua strada. Si laureò all'Università di Notre Dame nel 1970 e proseguì la formazione all'Università del Minnesota, dove conseguì un master in discipline teatrali e lavorò come assistente universitario. Fu in quegli anni che iniziò a recitare nei teatri locali, dando il via a un percorso sul palcoscenico che sarebbe durato molti anni.

La sua prima apparizione sul grande schermo fu nel 1975, quando partecipò come comparsa a Rooster Cogburn, sequel di Il grinta con John Wayne e Katharine Hepburn. Due anni dopo, in Joyride, avrebbe pronunciato le sue prime battute. Nel 1986 debuttò a Broadway con Execution of Justice, opera teatrale dedicata all’uccisione del politico Harvey Milk e del sindaco di San Francisco George Moscone. Una tappa importante per la sua carriera arrivò nel 1989 con Glory, il film sulla Guerra civile americana con Matthew Broderick, Denzel Washington e Morgan Freeman in cui Riehle interpretava un responsabile dei rifornimenti del reggimento, restio a fornire scarpe ai soldati afroamericani.

Da Il fuggitivo a Star Trek: "Il protagonista non è sempre la parte migliore"

Negli anni successivi Riehle si è ritagliato uno spazio in produzioni molto diverse tra loro. Ha recitato in Il fuggitivo, con Harrison Ford e Tommy Lee Jones, in Casino di Martin Scorsese e in Executive Decision – Scacco al terrorismo, oltre a comparire in commedie di successo come Le amiche della sposa, nel ruolo del meccanico Bill Cozbi alle prese con l’auto in panne della protagonista interpretata da Kristen Wiig. In televisione è stato il preside Ed Rooney nella versione seriale di Ferris Bueller's Day Off e soprattutto Walt Finnerty nella sitcom Grounded for Life, in cui ha interpretato il padre del protagonista per cinque stagioni. Ha recitato inoltre in serie come ER, The West Wing, NCIS e Modern Family, confermando una versatilità che gli consentiva di passare da una produzione all’altra senza restare legato a un unico genere. Un capitolo particolare della sua carriera riguarda l’universo di Star Trek. Riehle è apparso in tre serie del franchise: The Next Generation, Voyager ed Enterprise. Nel 1992 interpretò Batai nell’episodio The Inner Light di The Next Generation, uno dei più apprezzati dagli appassionati e indicato da Patrick Stewart come il suo preferito della serie. A questo percorso si aggiunge il lavoro come doppiatore: prestò la voce a Bumi nella serie animata The Legend of Korra e interpretò più volte Babbo Natale in film e programmi televisivi.

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Riehle non ha mai considerato i ruoli secondari un ripiego rispetto a quelli da protagonista. In un'intervista a Notre Dame Magazine nel 2011 spiegò di aver sempre cercato personaggi capaci di metterlo alla prova e di costringerlo a trovare qualcosa di nuovo nella recitazione. “Il protagonista non è sempre la parte migliore in un'opera teatrale o in un film”, osservò, raccontando una concezione del mestiere che sembra riassumere bene la sua carriera: entrare in una storia anche per poco tempo, darle una sfumatura diversa e lasciare qualcosa al pubblico.

Il ricordo dei suoi rappresentanti e la famiglia

Nel comunicato diffuso dopo la sua morte, i rappresentanti hanno ricordato non soltanto il talento dell'attore, ma anche la disponibilità dimostrata nel corso degli anni verso colleghi alle prime armi. "La nostra industria ha perso un talento eccezionale e la nostra comunità ha perso un uomo davvero meraviglioso", si legge nella dichiarazione, che sottolinea in particolare la sua generosità verso attori e filmmaker emergenti, incoraggiati e sostenuti nel corso della sua carriera. Riehle lascia la moglie Jane Latham e i loro quattro figli. La sua carriera racconta il percorso di un interprete che non aveva bisogno di occupare il centro della scena per rendersi riconoscibile.

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