È morta a 94 anni l’attrice Lucia Modugno: dal debutto con Rossellini ai film con Risi e Corbucci

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L’attrice è morta a Roma il 2 novembre. Dal debutto nel film di Rossellini con Vittorio De Sica ai lavori con Dino Risi, fino alla fondazione di una sua compagnia teatrale, una carriera tra cinema, palcoscenico e televisione.

Il suo primo ruolo fu quello di una giovane staffetta partigiana ne Il generale Della Rovere, il film del 1959 di Roberto Rossellini con Vittorio De Sica. È in quel racconto di guerra, paura e Resistenza che Lucia Modugno fa il suo debutto sul grande schermo, dando inizio a un percorso destinato a durare oltre sessant'anni. Dopo quell'esordio sarebbero arrivati gli incontri con Dino Risi, Mario Bava e Sergio Corbucci, gli sceneggiati Rai, ma soprattutto il teatro, diventato negli anni una seconda casa, fino alla fondazione di una propria compagnia. L'attrice è morta lunedì 2 novembre a Roma, all'età di 94 anni, al Tiberia Hospital, come comunicato dalla famiglia.

Il debutto con Rossellini e l'incontro con Angelo Rizzoli

Nata a Bari il 9 luglio 1932, Lucia Modugno ha esordito al cinema con Il generale Della Rovere, pellicola diretta da Roberto Rossellini e interpretata da Vittorio De Sica. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1959, il film avrebbe conquistato il Leone d'oro ex aequo con La grande guerra di Mario Monicelli. Di quell'esordio l'attrice ha conservato un ricordo particolare, affidato alle pagine di Vengo a prendere il «caffè» da te, il libro autobiografico pubblicato nel 2005. Durante il Festival di Venezia, invitata al Lido come componente del cast, si trovò per la prima volta all'interno del Casinò. Si sentiva fuori posto in quell'ambiente e non immaginava che proprio lì avrebbe vissuto un incontro destinato a rimanerle impresso. A notarla era stato Angelo Rizzoli, che aveva chiesto al produttore Morris Ergas chi fosse quella giovane mora. Quando Ergas la accompagnò a conoscerlo, l'editore le domandò se facesse cinema. Lei rispose con orgoglio di aver interpretato la giovane staffetta dei partigiani nel film di Rossellini. Rizzoli le chiese allora se avesse intenzione di continuare a recitare, incoraggiandola ad avere pazienza. Poi le regalò una fiche dal valore di 100 mila, invitandola a giocare e proponendole di dividere un'eventuale vincita. L'attrice, che non aveva mai giocato al Casinò, si ritrovò però a fare i conti con il timore che un regalo di quella portata potesse nascondere qualche secondo fine. Dopo aver giocato, cercò di restituire a Rizzoli le fiches che le erano rimaste, ma lui insistette perché le tenesse. Quando il giorno seguente incontrò nuovamente l'editore, lui le spiegò divertito di essere una sorta di "Papà Natale" dei festival, abituato a regalare fiche a tutti. Un episodio che l'attrice racconta con autoironia, restituendo lo stupore e le incertezze di una ragazza che si affacciava per la prima volta nell'ambiente del cinema.

Dal cinema agli sceneggiati Rai

Negli anni Sessanta Lucia Modugno si è mossa tra set molto diversi, passando dalla commedia alla suspense, fino al western. Nel 1963 ha preso parte a I mostri di Dino Risi, nell'episodio La nobile arte, e a La ragazza che sapeva troppo di Mario Bava. L'anno successivo lavorò anche con Ettore Scola in Se permettete parliamo di donne, commedia a episodi che raccontava con ironia le relazioni sentimentali. A queste esperienze se ne sarebbero aggiunte altre come quella sul set di Navajo Joe di Sergio Corbucci, il western con Burt Reynolds uscito nel 1966, e il ritorno con Bava in Diabolik (1968), ispirato al fumetto delle sorelle Angela e Luciana Giussani.

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Lucia Modugno, Pierre Cressoy e Nicoletta Machiavelli in "Navajo Joe"

Nella sua filmografia trovano spazio anche Barabba di Richard Fleischer, I magnifici tre di Giorgio Simonelli, L'amante italiana di Jean Delannoy e Isabella duchessa dei diavoli di Bruno Corbucci. Una varietà di esperienze che racconta bene il cinema italiano di quegli anni, capace di passare dai kolossal alle commedie, dai thriller alle avventure popolari. Modugno lavorò anche per la Rai, partecipando ad alcuni sceneggiati televisivi ispirati a grandi opere letterarie. Nel 1971 comparve ne Il segno del comando, poi in Anna Karenina (1974) e Madame Bovary (1978). Tre produzioni che le permisero di confrontarsi con il racconto televisivo e con personaggi tratti da alcuni dei romanzi più importanti della letteratura europea. Dopo una lunga parentesi dedicata soprattutto al teatro, il cinema tornò a essere parte della sua vita anche negli anni Duemila. Nel 2009 recitò in Gli amici del bar Margherita di Pupi Avati e, qualche anno più tardi, in Lasciati andare di Francesco Amato (2017). Tra le esperienze successive ci fu anche Home Sweet Rome!, la serie internazionale ideata da Michael Poryes, già creatore di Hannah Montana e That's So Raven, arrivata al pubblico nel 2023.

Il teatro e la compagnia fondata nel 1980: attrice, autrice e regista

Il palcoscenico è stata una parte fondamentale della vita di Lucia Modugno, tanto da diventare negli anni uno spazio di sperimentazione e di autonomia creativa. Nel corso della carriera ha recitato accanto a interpreti come Emma Gramatica, Aldo Fabrizi, Macario, Andrea Giordana ed Erika Blanc, confrontandosi con testi di Pirandello, Aristofane, Plauto e García Lorca. Tra le sue esperienze ci sono quelle con Sergio Ammirata nel repertorio di Plauto, con Sylva Koscina negli spettacoli ispirati a Boccaccio e con Lilla Brignone in La casa di Bernarda Alba, diretta da Giancarlo Sepe. Nel 1980 ha fondato una propria compagnia teatrale, con cui ha portato avanti per circa trent'anni un'attività che l'ha vista impegnata non soltanto come interprete, ma anche come autrice, regista e curatrice degli adattamenti. Il suo repertorio spazia dalla commedia di Georges Feydeau a George Bernard Shaw, passando per Alberto Moravia e Alexander Galin. Tra gli spettacoli degli ultimi anni figurano Cose turche di Samy Fayad, rappresentato nel 2009, e L'occhio di Eros, scritto e diretto dalla stessa Modugno e portato in scena nel 2010 al Teatro Anfitrione di Roma.

I cinque libri pubblicati da Lucia Modugno

Alla recitazione e alla regia, negli anni Modugno ha affiancato anche la scrittura, pubblicando cinque libri tra narrativa e volumi dedicati al mondo dello spettacolo. Il primo, Vengo a prendere il «caffè» da te, è uscito nel 2005 e raccoglie ricordi, incontri e riflessioni sulla sua vita professionale. Nel 2009 è arrivato Dietro le quinte. Dallo schermo al palcoscenico. Confidenze (in)confessabili, un altro viaggio tra le esperienze vissute tra cinema e teatro. Nel 2015 ha pubblicato invece il romanzo Affollatissima Solitudine, seguito nel 2018 da Sonata a quattro mani. Il suo quinto libro è uscito nel 2023, Pirandello, questo mio sconosciuto – Antonietta Pirandello nata Portolano, dedicato alla moglie del drammaturgo siciliano. Una passione che ha accompagnato il suo lavoro fino agli ultimi anni, permettendole di lasciare traccia non soltanto dei personaggi interpretati, ma anche delle esperienze vissute dietro le quinte e delle storie che ha scelto di raccontare.

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