Cosa c’era nel deposito in Messico di Thomas Markle: libri sulla pedofilia e foto di abusi su bambini

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Venti scatoloni abbandonati in Messico, foto di bambini abusati, immagini di donne legate e una segnalazione all’FBI: il Daily Mail ricostruisce il contenuto del deposito affittato da Thomas, padre di Meghan Markle.

Venti scatoloni lasciati a prendere polvere in un deposito di Rosarito Beach, in Messico. Thomas Markle lo avrebbe preso in affitto nel 2017, per poi smettere di pagare e abbandonarlo. A ricostruire cosa fosse custodito al suo interno è il Daily Mail. Tra gli effetti personali del padre di Meghan, secondo il quotidiano britannico, sarebbero stati trovati libri sulla pedofilia, riviste con immagini di abusi sessuali su bambini e fotografie di giovani donne asiatiche nude. I giornalisti che hanno avuto accesso al deposito hanno raccontato di aver avvisato l'FBI.

Il box si trovava vicino alla vecchia abitazione messicana di Markle. Quando i giornalisti sono riusciti a entrarvi, hanno trovato anche lettere e fotografie appartenenti alla famiglia, insieme ad altri ricordi personali. C'erano però anche alcune riviste, pubblicate in parte in Asia, che secondo il Daily Mail conterrebbero immagini di bambini vittime di abusi sessuali.

Il Daily Mail parla anche di negativi fotografici. Alcuni mostrerebbero bambini su una spiaggia, mentre in un altro sarebbe ritratta una donna con braccia e gambe legate. Nell'elenco degli oggetti recuperati compaiono poi circa cinquanta videocassette, sette hard disk, quattro chiavette USB e due fotocamere digitali. C'era anche un vecchio computer. Il contenuto di questi dispositivi non è stato chiarito. I giornalisti riferiscono di aver trovato un foglio con istruzioni scritte a mano per cancellare i dati dagli hard disk. Accanto, un piatto di carta con la scritta "Dark Web", seguita da alcuni indirizzi internet.

Sulla segnalazione all'FBI, al momento non c'è una conferma ufficiale che sia stata aperta un'indagine sul materiale trovato in Messico. A riferire di aver contattato l'agenzia sono stati gli stessi giornalisti del Daily Mail.

Il nome del padre di Meghan era già finito al centro di una vicenda simile. Nelle Filippine era stato Thomas Markle Jr. a raccontare di aver trovato materiale sospetto nella casa del padre e di averlo consegnato alle autorità. La polizia filippina sta svolgendo accertamenti e ha ottenuto il via libera per esaminare alcuni dispositivi elettronici.

C'è anche il precedente britannico, ricostruito da Fanpage.it a partire da un comunicato della Metropolitan Police del 29 ottobre. La polizia ha fatto sapere di aver ricevuto una lettera nel gennaio 2019. Era stata presentata inizialmente come una segnalazione sulla sicurezza di Meghan, ma conteneva anche accuse relative a presunti reati che Thomas Markle avrebbe commesso fuori dal Regno Unito. La lettera era stata inoltrata all'ufficio di Harry e Meghan. Le informazioni, però, non erano state condivise con altre forze dell'ordine. La gestione della segnalazione è stata poi sottoposta a una revisione interna: la Metropolitan Police ha coinvolto l'IOPC, l'organismo indipendente che vigila sull'operato della polizia, e ha annunciato che avrebbe trasmesso le informazioni alle autorità straniere competenti.

Thomas Markle ha respinto le accuse emerse nelle Filippine, definendole "sick lies" (menzogne disgustose) e negando qualsiasi coinvolgimento. Sul deposito messicano, invece, non risulta una sua presa di posizione specifica. Meghan non ha rapporti con il padre da anni e aveva già espresso preoccupazione dopo le prime notizie arrivate dalle Filippine. Si era detta turbata da quanto emerso e per i bambini che potrebbero essere stati coinvolti.

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