Chiara Sbarigia, presidente di Cinecittà, si è dimessa: “Il ministro della Cultura avrebbe sollecitato le dimissioni”

Chiara Sbarigia, presidente di Cinecittà, ha dato le dimissioni, come reso noto da un comunicato diffuso dalla società che gestisce il noto complesso di studi cinematografici presente a Roma. Sebbene nella nota si dica che Sbarigia abbia presto questa scelta per potersi dedicare ad altri progetti, essendo anche presidente dell'Associazioni Produttori Audiovisivi, sembra che in realtà dietro a queste dimissioni ci sia stata una sollecitazione da parte del Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Le dimissioni di Chiara Sbarigia e la polemica con Giuli
Le dimissioni sarebbero seguite a un'inchiesta del Fatto Quotidiano, secondo cui la Presidente di Cinecittà avrebbe usato dei fondi ministeriali, grazie al sostegno di Fabio Longo, un consulente della sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, nonché portavoce dell'ex ministro Gennaro Sangiuliano, affinché la stampa fosse a suo favore. Longo, infatti, servendosi moderazioni di eventi retribuite avrebbe chiesto ai giornalisti di non essere critici con la gestione di Cinecittà e sul fatto che Sbarigia fosse anche presidente di APA, aprendo ad una polemica nei confronti di Giuli.
In più occasioni, Sbarigia si sarebbe ritrovata a criticare -apparentemente- l'operato del ministro della Cultura per la questione relativa al ritardo dei fondi pubblici, ma stando ad una prima ricostruzione dal Ministero, non ci sarebbero state sollecitazioni a lasciare l'incarico da parte di Giuli, anzi, le dimissioni sarebbero state improvvise, arrivate poco prima della visita del Ministro a Cinecittà prevista in questi giorni. C'è da considerare, inoltre, che la società non gode di ottima salute, per cui la scelta di lasciare il ruolo dirigenziale, potrebbe essere legata anche alla crisi che Cinecittà sta attraversando da qualche tempo.
La risposta della politica sulla questione Cinecittà
Nel frattempo, anche la politica è intervenuta sulla questione. Il deputato Gaetano Amato del M5s, infatti, ha chiesto espressamente che Giuli vada in commissione parlamentare per parlare di quanto sta avvenendo a Cinecittà. In una nota si legge:
Le dimissioni di Chiara Sbarigia non possono essere archiviate con un comunicato edulcorato. Si deve fare piena luce su quanto emerso da inchieste giornalistiche: consulenze opache, contratti per garantire "buona stampa" e il ruolo ambiguo di figure vicine alla sottosegretaria Borgonzoni, come il suo "sherpa" Fabio Longo. Giuli ha avallato questo sistema o ha semplicemente deciso ora di cambiare cavallo nella guerra interna con Borgonzoni? Il legame diretto tra Longo e Sbarigia, confermato dal silenzio della stessa Sbarigia, mostra come si continui a usare Cinecittà come campo di battaglia tra fazioni di governo".
Il deputato ha poi aggiunto: "Giuli ci dica chiaramente se le dimissioni includono anche il ruolo di consulente della Borgonzoni, o se invece Sbarigia si è ben guardata dal mollare la zarina, mantenendo un piede ben saldo in quel ministero" e infine Amato chiede una gestione più limpida: "Ora pretendiamo trasparenza e merito nella nomina del nuovo presidente. Basta con incarichi assegnati sulla base della fedeltà politica o della vicinanza familiare".