Chi è Marco Lollobrigida, direttore transitorio di Rai Sport dopo Paolo Petrecca

Con le dimissioni di Paolo Petrecca dalla direzione di Rai Sport, la testata sportiva della tv pubblica ha un nuovo punto di riferimento — almeno in via transitoria. Si tratta di Marco Lollobrigida, giornalista, telecronista e conduttore romano che in Rai ci è cresciuto professionalmente, fino a diventarne vicedirettore nel 2023. Un volto familiare per chi segue lo sport in televisione, ora chiamato a gestire una fase delicata della struttura.
Una carriera costruita dentro Rai Sport
Nato a Roma il 3 aprile 1971, Lollobrigida ha costruito la sua carriera interamente all'interno del servizio pubblica, ritagliandosi un profilo riconoscibile come telecronista e conduttore. Per anni è stato ospite fisso di 90º minuto, il programma sportivo più longevo della Rai, prima di assumerne la conduzione dal 2021, affiancato da Giovanna Carollo.
Nel corso degli anni ha commentato alcune delle competizioni più seguite: gli Europei 2012, la Confederations Cup 2013, i Mondiali 2014, gli Europei Under-21 e — con il ritorno della Champions League in Rai dopo sei anni di assenza — alcune partite del massimo torneo continentale per club nel 2018.
Dalle telecronache alla dirigenza
Il salto verso la dirigenza è arrivato nel luglio 2023, quando Lollobrigida è stato nominato vicedirettore di Rai Sport, lasciando così la conduzione di 90º minuto. Una promozione che segnava il riconoscimento di un percorso lungo e coerente all'interno dell'azienda. È in questa veste che si ritrova oggi a prendere in mano le redini della testata, in attesa che venga individuata una soluzione definitiva alla direzione.
È parente di Gina Lollobrigida
Lollobrigida è un cognome che in Italia porta con sé un peso specifico. Marco condivide il cognome con Gina Lollobrigida — il nonno paterno era cugino del padre dell'attrice — ed è imparentato anche con il politico Francesco Lollobrigida e con la pattinatrice di velocità Francesca Lollobrigida. Una parentela allargata che ogni tanto torna a fare capolino nelle interviste, pur rimanendo un dettaglio marginale rispetto alla sua identità professionale.
La nomina transitoria alla guida di Rai Sport lo mette davanti a una responsabilità inedita, in un momento molto complesso per la testata giornalistica sportiva del servizio pubblico.