Alessandra Drusian dei Jalisse: “A The Voice nessun giudice si girò, volevano che crollassi”

A partire da sabato 21 marzo su Rai1 partirà una nuova edizione di Canzonissima, lo storico varietà che Milly Carlucci ha voluto riportare in auge e che tra i concorrenti vede anche Alessandra Drusian e Fabio Ricci, ossia lo storico duo dei Jalisse, che nel 1997 ha vinto anche il Festival di Sanremo. Il loro nome è ormai strettamente legato al numero di volte in cui hanno proposto brani al Festival della Canzone italiana, dopo la loro vittoria, senza però ricevere mai risposta. Stavolta una chance gliel'hanno data, ma alcune esperienze televisive, in questi anni di oblio, non le ripeterebbero, come quella di The Voice.
L'affetto del pubblico: "Siamo tutti un po' Jalisse nella vita"
"Abbiamo subito colpi anche molto bassi, ma ci siamo sempre rialzati" è una delle prima cose che Fabio Ricci dice intervistato da La Stampa, definendo lui e la sua compagna come "degli artigiani, i calzolai della musica" perché non hanno mai abbassato la saracinesca delle loro bottega musicale. Il successo, dopo il 1997, anno in cui trionfarono a Sanremo, l'hanno vissuto in maniera diversa, non riempendo palazzetti e stadi, ma avvicinandosi alla gente, esibendosi in piccole realtà che, però, gli hanno consentito di creare un rapporto con il pubblico: "La gente ci segue, soprattutto sui social. Probabilmente si riconosce nella nostra tenacia, in fondo siamo tutti un po' Jalisse nella vita: quanti no riceviamo sul lavoro" dicono parlando di quanto la loro notorietà in questi anni sia stata legata più ai rifiuti che al loro talento.

La brutta esperienza a The Voice
Eppure, i "no" ricevuti nelle 29 edizioni che hanno seguito il loro trionfo sanremese non sono stati facili da digerire: "Non auguro a nessuno di vivere quello che è successo a noi: mi fa ancora male ricordarlo. La nostra vittoria a Sanremo è stata voluta dal popolo: andava rispettata" ha ribadito Ricci. Nel frattempo, però, sono tornati in più occasioni sul piccolo schermo, partecipando a programmi come Ora o mai più, l'Isola dei Famosi, ma Alessandra Drusian è chiara nel dire che c'è un talent show a cui, tornando indietro, non parteciperebbe:
Non The Voice. Ho sostenuto provini, portando sei brani che cantavo ai concerti, ed era andato tutto molto bene. Poi, a una settimana dalla messa in onda, mi assegnano Io Canto versione Pausini. Un brano che non avevo mai eseguito. Da brava scolaretta accetto la sfida ma, quando salgo sul palco, nessuno dei giudici si gira. La cosa più brutta è stata notare che tutti si aspettavano che piangessi. Io, da dura, non ho versato una lacrima. A volte mi chiedo se tutto non sia stato pensato fin dall'inizio per farmi crollare.
La nuova occasione con Canzonissima
Quella di Canzonissima rappresenta una nuova occasione per i Jalisse, un modo per far conoscere nuovamente la loro musica al pubblico. Il tema dello show è quello di premiare i brani in gara non gli interpreti: i cantanti, infatti, omaggiano dei classici, supportati da un'orchestra, un vero e proprio salto indietro nel tempo, ma anche un modo per far raccontare ogni interprete che avrà modo di far emergere una nuova versione di sé. Dare credito ai brani più che agli interpreti dovrebbe essere la ratio anche di Sanremo, ma su questo il duo ha qualcosa da ridire: "Si chiama Festival della Canzone italiana, ma il regolamento recita che "il direttore artistico può a suo insindacabile giudizio invitare degli artisti, tuttavia chi lo desidera può proporre dei brani. Noi siamo sempre stati il tuttavia". È ora, quindi, di un sonoro riscatto.