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Rodolfo Laganà: “La sclerosi multipla mi ha penalizzato, in tv mi chiamano solo per la malattia”

Rodolfo Laganà si è raccontato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Dalla lunga carriera che ancora si arricchisce di nuovi progetti, alla diagnosi di sclerosi multipla.
A cura di Daniela Seclì
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Rodolfo Laganà si è raccontato in una lunga intervista rilasciata a Valentina Baldisserri per il Corriere della Sera. Quella dell'attore è una lunga carriera che di recente si è impreziosita di nuovi show a teatro e di un progetto musicale:

Dall'80 al 95 sono stati anni meravigliosi. La televisione con Antonello Falqui è stato un momento irripetibile. Un successo pauroso. Gigi Proietti è stato il mio grande maestro, grande amico, grande padre, grande tutto. È quello che mi ha cambiato la vita, che mi ha insegnato il mestiere. Gli devo tutto.

La diagnosi di sclerosi multipla

Nel 2014, Rodolfo Laganà ha dichiarato di avere la sclerosi multipla. L'attore ne ha riparlato nel corso dell'intervista rilasciata al Corriere della Sera:

Mi è stata diagnosticata le sclerosi multipla, una malattia che mi ha cambiato la vita, che combatto con tutte le mie forze. Sto ottenendo anche dei risultati. Quando sono in piedi e faccio l'attore per me non è cambiato niente.

Come la malattia ha limitato il suo lavoro

Rodolfo Laganà ha spiegato che inizialmente si vergognava di presentarsi in pubblico con la sedia a rotelle, perché temeva che gli spettatori dei suoi spettacoli lo applaudissero più per pietismo che per reale apprezzamento: "Pensavo mi battessero le mani per pietismo, invece mi sono reso conto che ridono e mi battono le mani perché gli piace quello che faccio". Laganà è convinto che la malattia abbia dato vita a un pregiudizio nei suoi confronti:

Penso però che la cosa di aver fatto outing l'abbia un po' pagata, pensano che sei malato e allora non ti chiamano. Poi intervengono altre cose come l'assicurazione. Non ha invogliato molto a chiamarmi. Mi è dispiaciuto tanto. Avrei voluto fare dei ruoli belli, anche seri, al di là della comicità. In tv mi chiamano poco o, meglio, non mi chiamano per quello che vorrei fare. Ultimamente ho preso una decisione. Ho detto, non mi puoi chiamare solo per parlare della malattia. Ho 43 anni di mestiere, parliamo del mestiere mio. Molto spesso ti chiamano solo per quello.

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