Mary Patti dopo Non è la Rai: “Oggi faccio la psicoterapeuta, lavoro con adolescenti e carcerati”

Mary Patti era una delle più amate ragazze di Non è la Rai. All'epoca aveva 19 anni. Oggi ne ha 54 e ha costruito una vita lontana dal mondo dello spettacolo. Ha un figlio e lavora come psicoterapeuta. Si occupa in particolar modo di aiutare gli adolescenti, ma cura anche un progetto che la porta a prestare servizio in carcere. Si è raccontata in una lunga intervista.
Mary Patti ex ragazza di Non è la Rai
Mary Patti, all'epoca di Non è la Rai, era tra le ragazze più grandi. Aveva diciannove anni, a differenza di altre sue compagne di avventura che invece ne avevano sedici o diciassette. Le prove per il programma di Boncompagni si protraevano da mattina a sera. Ma in quelle giornate, tentava di ritagliarsi il tempo per preparare gli esami universitari. A Vanity Fair ha dichiarato: "Non amavo stare in mezzo a litigi, alle chiacchiere, a quelle dinamiche un po’ ineluttabili quando stai in una specie di collegio femminile". Mary Patti viveva la sua vita con grande consapevolezza. Nonostante ogni giorno si muovesse in un contesto televisivo, sapeva bene che la sua vita sarebbe stata altrove: "Ero già decisamente proiettata a laurearmi in psicologia". Quando Gianni Boncompagni le propose di indossare l'auricolare per aiutarla a gestire i momenti in cui era protagonista, Mary disse di no: "Mi rifiutai categoricamente. “Sono dotata di parola e cervello", gli dissi". Essere sempre al centro di un ciclone mediatico, alla fine la stancò: "Gestire la popolarità non è stato semplice. Ed è forse anche quello che mi ha spinto a chiudere con il mondo dello spettacolo".

Mary Patti oggi: ha un figlio e fa la psicoterapeuta
Mary Patti oggi ha un figlio di 19 anni. Lavora come psicoterapeuta, in particolare si occupa degli adolescenti. Ha uno studio privato, lavora nelle scuole, ma anche per il tribunale dei minori e in carcere: "Da qualche anno porto avanti un progetto che cerca, per quanto possibile, di fornire un sostegno psicoterapeutico ai genitori che si trovano in carcere, sia in quello femminile che in quello maschile. Sono stata a Rebibbia, ora sono a Rieti". La domanda che spesso le viene posta è come faccia a relazionarsi con persone che hanno commesso crimini violenti senza provare rabbia. Ci riesce tentando di tenere bene a mente che davanti a sé ha la persona, non il suo reato.