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Gaspare ricorda Zuzzurro: “Sapevo che gli restavano 8 mesi di vita, era convinto che avrebbe superato la malattia”

Gaspare ha ricordato Zuzzurro. Nino Formicola apprese dal segretario che ad Andrea Brambilla restavano otto mesi di vita: “Quella sera lavoravo con Andrea e lo guardavo pensando: ‘Mio Dio questo muore tra otto mesi, ma come è possibile’. È stato terribile”.
A cura di Daniela Seclì
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Nino Formicola che con Andrea Brambilla componeva il duo comico Gaspare e Zuzzurro è tornato a parlare della morte di Brambilla, avvenuta nell'ottobre del 2013. Formicola ha ricordato il momento drammatico in cui ha appreso che a Zuzzurro restavano otto mesi di vita. Fino agli ultimi giorni, però, l'amico e collega ha continuato a pensare al futuro.

Gaspare e Zuzzurro: Nino Formicola ricorda Andrea Brambilla. Il comico, ospite del programma La volta buona di Caterina Balivo, ha raccontato che a luglio 2012 notarono che Zuzzurro stava poco bene e quindi lo convinsero a fare un check up completo: "Non aveva niente". A gennaio 2013, però, Nino Formicola apprese la terribile notizia mentre era in tournée con La cena dei cretini:

Ero in albergo e aspettavo che Andrea mi passasse a prendere. Suonò il telefono, era il nostro segretario. Mi disse: "Nino sei seduto? Ti devo dire una cosa. Sai che Andrea tossiva e gli abbiamo fatto le lastre? Ha un tumore di nove centimetri. Gli hanno dato otto mesi di vita".

In quel momento Zuzzurro bussò alla porta perché era il momento di andare in scena. Gaspare era sconvolto. Mise giù il telefono e andò ad aprire la porta: "Quella sera me la ricorderò finché campo. Lavoravo con Andrea e lo guardavo pensando: ‘Mio Dio questo muore tra otto mesi, ma come ca**o è possibile‘. È un ricordo terribile. Poi eravamo su un palco a fare una cosa comica con la gente che rideva. Una sensazione surreale". Ritiene che il momento in cui ha saputo che Zuzzurro non ce l'avrebbe fatta sia stato addirittura più doloroso della morte stessa.

Andrea Brambilla ha lottato fino alla fine. Nino Formicola ha fatto sapere che l'amico era convinto che in qualche modo sarebbe guarito: "Quando ha saputo della malattia, per lui era un momento brutto che avrebbe superato". E lui gli è stato vicino fino all'ultimo momento, portandogli in ospedale qualcosa di buono da mangiare: "Parlavamo di quello che avremmo fatto l'anno dopo, questo fino a due giorni prima che morisse. Ha avuto questa brutta crisi, morfina e arrivederci e grazie".

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