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Adriana Volpe e l’ultimo incontro con Maria Rita Parsi: “L’avevo vista 15 giorni fa, era affaticata ma sorridente”

Maria Rita Parsi è morta a 78 anni. Adriana Volpe l’aveva incontrata in un ristorante solo quindici giorni fa: “Sembrava affaticata però aveva sempre quel sorriso che le illuminava il volto”. La conduttrice ha tracciato un ricordo molto personale della psicologa: “Mi rassicurò quando mia figlia Giselle, a tre anni, ancora non parlava”.
A cura di Daniela Seclì
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L'improvvisa morte di Maria Rita Parsi ha scosso coloro che hanno avuto modo di conoscerla. La psicologa aveva 78 anni. Adriana Volpe, in un'intervista rilasciata a Fanpage.it, ha raccontato che una quindicina di giorni fa l'aveva incontrata per caso in un ristorante. Sembrava affaticata, ma sempre con un sorriso radioso sul volto. La conduttrice ha ricordato questo ultimo, prezioso incontro, poi è tornata con la mente a quando confidò a Parsi la sua preoccupazione per la figlia Giselle che a tre anni non parlava. La psicologa la rassicurò: "È solo questione di mesi, è una bambina serena e intelligentissima, in questo momento sta assorbendo tutto. Parlerà, stai tranquilla". E così è stato.

L'intervista ad Adriana Volpe: "Conoscevo bene Maria Rita Parsi, anche se negli ultimi anni ci eravamo un po' perse di vista. Quando conducevo Mattina in famiglia, veniva spesso a dare il suo contributo su tematiche relative ai bambini, all'infanzia e agli adolescenti. L'avevo incontrata una quindicina di giorni fa in un ristorante". E ha raccontato il loro incontro:

Io ero con il mio fidanzato, con mia figlia e una sua amica. Lei pranzava al tavolo vicino con un signore e una ragazza giovane. Non ricordo se fosse sabato o domenica. Era appoggiata alla ragazza che era con lei, ma non per camminare insieme, era come se cercasse un sostegno, come quando ti senti un po' instabile. L'ho vista un po' affaticata, però aveva sempre i capelli curati e quel sorriso che le illuminava il volto.

Avete avuto modo di scambiare due chiacchiere?

Sì, ci siamo fermate a parlare e abbiamo chiacchierato tanto perché era parecchio che non ci vedevamo. Mi ha fatto un sacco di domande, ci siamo raccontate e ci siamo date degli aggiornamenti sulle nostre vite. Lei ha sempre avuto un'attenzione particolare per mia figlia Giselle. Mi ha sempre chiesto di lei e mi ha dato tantissimi consigli. Era estremamente generosa. Ti racconto un aneddoto che mi lega a lei.

Prego.

Giselle ha parlato molto tardi. Aveva poco più di tre anni. Ho incontrato Maria Rita e le ho confidato la mia paura: "Come è possibile? Ha camminato presto ma non parla ancora". Lei è stata cinque minuti con mia figlia e mi ha rassicurato: "Non parla adesso, però guarda come si fa capire, guarda come sorride, guarda come è serena tua figlia". E ha aggiunto: "È solo questione di mesi, è una bambina intelligentissima. In questo momento sta assorbendo tutto e interagisce a modo suo. Non ti preoccupare, vedrai che poi parlerà tutto insieme". E così è stato. Sei mesi dopo mia figlia aveva una padronanza dell'italiano tale che l'ho addirittura iscritta a una scuola internazionale. Ogni volta che Maria Rita sapeva che ci saremmo incontrate portava un libro o un pensiero per Giselle.

La psicologa Maria Rita Parsi è morta a 78 anni
La psicologa Maria Rita Parsi è morta a 78 anni

Quali sono i consigli più preziosi che ti ha dato?

Uno dei primissimi consigli che mi ha dato è stato: "Quando devi dire qualcosa di importante a tua figlia, ti devi mettere alla sua altezza. Quindi abbassati e guardala in faccia, così hai la sua attenzione". Un piccolo segreto per instaurare un dialogo. Poi ci teneva tantissimo alla lettura a al ritagliarsi del tempo per leggere le favole ai nostri bambini: "Vi devono vedere con i libri in mano, non con i telefoni". E insisteva sull'ascolto, sull'andare oltre le solite domande come "Come è andata a scuola? Hai mangiato?", ma approfondire chiedendo: "Cosa ti è piaciuto di più oggi? Cosa ti ha appassionato? Cosa ti ha annoiato? Cosa ti piacerebbe fare?".

Che ricordo serberai di lei?

Ho sempre amato il suo sorriso e questo modo naturale che aveva di accoglierti. Le sue parole erano un abbraccio, un conforto. Era sempre attenta a valorizzare i giovani e a dare loro un'opportunità e sottolineava quanta responsabilità noi adulti avessimo nei confronti delle nuove generazioni. Aveva una visione sempre saggia e lungimirante. Aveva quell'empatia, quella capacità di guardarti negli occhi e leggerti dentro. Era una persona veramente perbene e coloro che hanno avuto modo di conoscerla, oggi hanno un'eredità grande che sono le sue parole, la sua pacatezza e la sua generosità.

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