Sanremo 2026, le pagelle e i voti della prima serata: Serena Brancale (8) da podio, Bambole di pezza (5) rimandate

Prima serata di questo ultimo festival di Carlo Conti, che insieme a Laura Pausini condurrà questo Festival di Sanremo. Saranno tutti e 30 i Big che si esibiranno votati dalla Giuria della Sala stampa, tv e Web. IL presentatore e direttore artistico ha voluto cominciare con un uptempo, non l'unico in una serata che sarà anche piena di ballad. Tra gli artisti che si esibiranno ci sono Fedez e Marco Masini, Serena Brancale, Fulminacci, Sayf, Luchè e Tommaso Paradiso.
Ditonellapiaga: Che Fastidio – 7
Si presenta quasi à la Lana Del Rey, poi mette giù un quattro quarti che fa ballare tutto l'Ariston insieme al corpo di ballo. E porta il drop al Festival
Michele Bravi: Prima o poi – 6
Al contrario, Michele Bravi decide di stare solo sul palco, con una canzone che ci sta e dà il via al meglio al suo Festival
Sayf – Tu mi piaci tanto 7,5
Che figo, Sayf! E anche la canzone è una delle migliori, ha una strofa che non gigioneggia, poi cresce ma lo fa con intelligenza, nel momento in cui il messaggio si fa più importante.

Mara Sattei: Le cose che non sai di me – 6
Voce molto bella, quella di Mara Sattei, che porta una canzone elegantissima. Aspettiamo gli ascolti continui per capire quanto entrerà nella testa e nel cuore.
Dargen D'Amico: Ai Ai – 6
Bentornato Dargen, con gli occhiali a mosca e una canzone che mira come sempre al titolo di tormentone del Festival.
Arisa: Magica favola – 7
Arisa potrebbe cantarci anche l'elenco telefonico e ci emozionerebbe. Questa favola ripercorre la sua vita. Forse un po' troppo favolistica, ma Disney ringrazia.

Luchè: Labirinto 7
Luchè porta un pezzo più emozionale, che ha le carte per giocarsela bene in radio e in streaming. Sembrava un po' emozionato e fa strano.
Tommaso Paradiso: I romantici 6,5
Vogliamo molto bene a Tommaso Paradiso, artista che ha regalato luce al cantautorato indie italiano coi Thegiornalisti. Questa canzone lo rispecchia appieno, romanticone anche nel cantarla, con un testo un po' facilone.
Elettra Lamborghini: Voilà 5,5
Da Elettra Lamborghini ci aspettiamo esattamente questo, un tormentone con qualche mese di anticipo sull'estate. Cosa dire: amiamo la sua leggerezza, forse un po' too much nella musica.
Patty Pravo: Opera – 6
Dover giudicare Patty Pravo fa un po' male, come se si potesse dare un voto a un'icona come lei. La canzone è perfetta per lei e il suo modo di cantarla sul palco. Difficile ascoltarla nel mondo di oggi.
Samurai Jay: Ossessione 6,5
Tormentone estivo quello di Samurai Jay, che dopo Halo ha capito che può spingere sulla wave latina. Sfrutta al meglio l'occasione.
Raf: Ora e per sempre 6
Una canzone pienamente sanremese quella che Raf porta sul palco di Sanremo. Non ci fa impazzire, ci lascia un po' indifferenti. Però ci sta nel suo catalogo.
J-Ax: Italia starter Pack 6
J-Ax ha la canzone country italiana del 2026, sembra di stare nell'America profonda. Certo, in questi ultimi anni il Country ha quest'aria di rinnovamento, ma l'ex Articolo 31 preferisce versioni più classiche.
Fulminacci: Stupida sfortuna 8,5
Fulminacci porta un po' di cantautorato indie che sa come farsi pop a Sanremo. È una canzone che non vuole strafare ma arriva al primo ascolto. Bravo.
Levante: Sei tu 8
Levante arriva con un pezzo potente, intenso, cantato molto bene. Che sia la volta buona che la cantautrice siciliana (che firma solo lei il pezzo) riesca a trovare un posto più alto in classifica.

Fedez e Masini: Male necessario 6,5
Ribadiamo quello che abbiamo scritto qualche settimana fa, la canzone ci sta, Fedez canta anche bene.
Ermal Meta: Stella stellina 6
La canzone ha passaggi interessanti, finalmente qualcuno che guarda il mondo intorno a sé e Gaza, in particolare. Complimenti a Meta per il coraggio. La canzone forse si perde troppo nella ricerca di una vicinanza musicale.
Serena Brancale: Qui con me 8
Serena Brancale vuole dimostrare a chi l'ha conosciuta solo pochi anni fa che il suo registro è variegato e così come non voleva essere etichettato unicamente come voce jazz, non sta bene rinchiuderla in altre etcihette. Ballatone che punta al podio.
Nayt: Prima che 7
Nayt è forte e bravo, la canzone riceve il giusto applauso, l'emozione è forte, forse potrebbe spingere giusto un po' di più.
Malika Ayane: Animali notturni – 7,5
Ci voleva un po' di sano funky, e ci pensa Malika Ayane a regalarci un po' di suoni anni 70. Fresca e con un grande groove.
Eddie Brock: Avvoltoi – 6
Esagerato in tutto, Eddie sa come si fa, lo ha imparato molto velocemente e sul palco ha portato una canzone che rischia di accompagnarci per molto tempo.
Sal Da Vinci: Per sempre sì – 7
Sal Da Vinci conquista l'Ariston fin dal suo ingresso, col pubblico che canta Rossetto e caffè. E poi lo tiene a sé con una canzone che è talmente esagerata che fa il giro completo e finirà nella testa di tutti.
Enrico Nigiotti: Ogni volta che non so volare 6
Nigiotti fa il compito che doveva fare per tornare sul palco del Festival di Sanremo. Sia chiaro, la canzone non è male, però ci sa di troppa normalità.
Tredici Pietro: Uomo che cade – 7
La canzone è molto bella, bel groove e un ritornello degno di Calcutta. Peccato per l0inconveniente iniziale e per la voce che viene un po' meno.
Chiello: Ti penso sempre 8
Impacciatissimo sul palco, ma la canzone è una delle migliori del giro, un bel pop punk dritto e soprattutto è una canzone che sta benissimo su uno qualsiasi dei suoi album, a dimostrazione che non bisogna cercare di strafare, ma fare ciò per cui il tuo pubblico ti apprezza.
Bambole di pezza: Resta con me – 5
Purtroppo non ci convincono, la canzone sembra una cover dei Modà e loro non spostano molto. Sarà per la prossima volta.
Maria Antonietta e Colombre: La felicità e basta – 9
Che bello ascoltare Colombre e Maria Antonietta dopo essersi sorbiti le Bambole. Anni e anni di un ottimo pop indie che possono far ascoltare
Leo Gassman: Naturale – 5,5
Durante il preascolto sembrava peggio, invece… insomma non rivoluziona nulla, ma i secondi ascolti servono anche a essere meno tranchant. Detto ciò, per la sufficienza ci vuole un altro po'.
Francesco Renga: Il meglio di me 5,5
Siamo un po' stanchi, eppure questa canzone non arriva
Lda e Aka 7even: Poesie clandestine 6
Un po' di sound latino, dopo Samurai Jay, per i due giovanissimi napoletani che hanno chiuso questa prima serata facendo ballare l'Ariston.