Il testo e il significato di Prima o poi di Michele Bravi a Sanremo 2026: la speranza di riuscire a ritrovarsi

Michele Bravi sarà uno dei 30 concorrenti, nella categoria Big, del Festival di Sanremo 2026 con la canzone "Prima o poi". Si tratta della sua terza partecipazione in gara nella categoria Big. Il suo esordio all'Ariston arriva nel 2017 con "Il diario degli errori", canzone che segnò la sua rinascita artistica conquistando il 4° posto finale e anche un grande successo commerciale, certificato 2 volte disco di platino FIMI. È tornato poi nel 2022 con "Inverno dei fiori", un brano che ha chiuso la competizione al 10° posto. "Prima o poi" è stata scritta dallo stesso Bravi con Rondine, nome d'arte di Tommaso Santoni, e Gianmarco Grande, che hanno curato anche la produzione musicale del brano.
Michele Bravi ritorna al Festival di Sanremo con un brano sulla naturalezza dell'inadeguatezza in un rapporto che ormai si è consumato in passato. Il cantante fotografa il suo ambiente domestico che raccoglie dettagli, dal "disco di Battisti lì per terra" al "cane che lo annusa perché un po' ti cerca". La mancanza di un rapporto di cui non si accetta la conclusione non viene interiorizzata come addio struggente, ma con ingenue proiezioni del proprio partner: "Canti solo le canzoni, ma degli altri, dovresti vergognarti che dopo anni non la smetti di mancarmi".
E nello svolgimento del racconto, che prima descrive l'ambiente domestico e poi si trasferisce per strada, al protagonista capita di trovarsi sotto casa del partner. Ma è in quel momento che il tempo si pone come centrale nella narrazione: ne è passato troppo per sapere "adesso chi sei", anche se la speranza di ritrovarsi è ancora lì, nei piccoli gesti quotidiani.
Michele Bravi sarà uno dei 30 concorrenti, nella categoria Big, del Festival di Sanremo 2026. Parlando ai microfoni di RaiPlay, Bravi ha descritto l'anima vulnerabile di "Prima o poi": "È un monologo tenero, umano, dolce sul senso di inadeguatezza, di essere fuori posto. Io sono il primo protagonista e spero di riuscire a raccontarlo. Mi sono convinto a mandare il brano a Carlo Conti perché è stata la prima volta che mandando una canzone nel gruppo di famiglia, mia madre ha detto che era una bella canzone".