Il testo e il significato di Ogni volta che non so volare di Enrico Nigiotti a Sanremo 2026

Enrico Nigiotti torna al Festival di Sanremo 2026 a sei anni dalla sua ultima partecipazione in gara (avvenuta nel 2020 con "Baciami adesso") con la canzone "Ogni volta che non so volare". Si tratta della sua quarta partecipazione al Festival, la terza nella sezione Big, cominciata nel 2015 con "Qualcosa da decidere", ma che vede nella partecipazione nel 2019 il suo risultato più interessante. Infatti, con "Nonno Hollywood", raggiunse il decimo posto finale, ma conquistò il Premio Lumezia per il miglior testo di quell'edizione. Il brano venne certificato nei mesi successivi disco d'oro.
"Ogni volta che non so volare" è il brano di Sanremo 2026 di Nigiotti, una ballad intensa che vede anche una firma d'autore d'eccezione. Infatti vede anche la collaborazione autoriale di Pacifico, nome d'arte dell'autore Gino De Crescenzo, ma anche la produzione musicale di Fabiano Pagnozzi. Il tema del bilancio della propria vita è centrale nella canzone "Ogni volta che non so volare", con la raffigurazione del tempo che "corre, quanto è stronzo" e in cui intercorrono anche immagini nostalgiche, come la prima volta dell'artista che "ho fatto l'amore avevo 15 anni, sopra un vecchio materasso tenevamo chiusi gli occhi".
Ma soprattutto, nella parte finale del brano, l'autore si scontra con l'immagine di una vita che non si è espressa pienamente rispetto ai sogni iniziali. Ma questo diventa un elemento, finalmente, da comprendere e da accettare, anche grazie alle persone che abbiamo attorno: "A chi mi salva ogni volta che tocco il fondo, a chi comunque vada mi rimane accanto".
Parlando ai microfoni di RaiPlay, l'artista ha descritto la natura viscerale del pezzo: "È un flusso di coscienza che attraversa la vita: si sofferma su quei momenti in cui si tocca il fondo, che per me sono fondamentali perché si impara a risalire, anche grazie ai legami". Nigiotti ha poi spiegato perché ha sentito l'urgenza di portare proprio questo brano all'Ariston: "Ho pensato che fosse la canzone giusta per Sanremo perché ci sono delle canzoni che, mentre le scrivi, non le riesci a collocare nel tempo, e quando succede questa cosa, è giusto portarle su un palco così importante".