Il testo e il significato di Male necessario di Fedez e Marco Masini: la solitudine e il dolore delle esperienze umane

Fedez e Marco Masini arrivano al Festival di Sanremo 2026 per la prima volta partecipando non da solisti, ma in coppia, con la canzone "Male necessario". Si tratta di una coppia che aveva già abituato il palco dell'Ariston, quando nell'edizione scorsa, i due si erano esibiti assieme durante la serata cover proprio con un brano dell'autore toscano "Bella stronza". Invece, il brano "Male necessario" vede la partecipazione di un gran team di autori: da Federica Abbate ad Alessandro La Cava, passando per Nicola Lazzarin e Antonio Iammarino.
Riprendendo lo stesso tessuto semantico delle nuove strofe scritte per la cover di "Bella Stronza", Fedez utilizza l'immaginario dei tatuaggi e delle cicatrici come mappa di tutto il male necessario che ha dovuto affrontare, dalla solitudine alla gogna mediatica. In uno dei passaggi già più discussi del brano, Fedez canta: "La gente pudica giudica, che brutta gente che frequenta Fedez, ma ci si dimentica sempre che Giuda se la faceva con gente per bene". Mentre nella seconda parte del brano, intepretata da Masini, il colloquio sembra definirsi nei confronti di un bambino/figlio, ricordandogli: "Quando crescerai, si impara vedrai / che i mostri non stanno soltanto sotto il letto".
Estratto dal testo "Male necessario"
So che in fondo non c'è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso, ma dimmi qualcosa che non so
I miei problemi ormai saranno la parte di te
Quella più vulnerabile e spietata, lo sai
Non ho più spazio per dipingermi d'inchiostro
Lo ammetto, però
Per altre cicatrici trovo sempre un posto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos'è l'amore
Ma nel frattempo, giuro, mi puoi odiare
E come un latitante a un passo dall'arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario (Ehi)
Dovrei separare l'ego dall'io
Ma non siamo fatti per essere fragili
Ogni padre inizia come fosse un Dio
Ma poi finisce che diventa un alibi
La gente pudica giudica
"Che brutta gente che frequenta Fedez"
Ma ci si dimentica sempre che Giuda
Se la faceva con gente per bene
E so che farà male e vorrai cominciare
A bere, poi fumare forse per distrazione (Eh)
Se è vero che siamo solo di passaggio
Il vero obiettivo non può essere la meta
Ma imparare a godersi il viaggio
Quando crescerai
E non mi chiederai nemmeno più il permesso
Si impara, vedrai
Che i mostri non stanno soltanto sotto il letto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos'è l'amore
Ma nel frattempo, giuro, mi puoi odiare
E come un latitante a un passo dall'arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Parlando ai microfoni di RaiPlay, i due artisti hanno spiegato il concetto filosofico alla base della collaborazione: "Parla di quello che è un percorso necessario per crescere, come dice Nietzsche, come il male necessario faccia parte dell'esistenza umana". Non è un brano che cerca la facile consolazione, ma piuttosto l'accettazione della sofferenza come motore evolutivo: "È una celebrazione delle tempeste che si attraversano, perché solo da quelle c'è l'opportunità di uscirne migliori. Invece le cose belle capitano e basta. Questo male necessario ti fa apprezzare la semplicità, ti fa apprezzare le piccole cose e ti fa diventare adulto".