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Festival di Sanremo 2026

Il testo e il significato di Che Fastidio! di Ditonellapiaga a Sanremo 2026: un mosaico delle interazioni sociali da cui fuggiamo

Ditonellapiaga ritorna al Festival di Sanremo, nell’edizione 2026, con il brano “Che fastidio!”: un brano ironico su tutto ciò che ci irrita nell’interazioni sociali.
A cura di Vincenzo Nasto
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Ditonellapiaga,Sanremo 2026
Ditonellapiaga,Sanremo 2026
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Ditonellapiaga, nome d'arte di Margherita Carducci, ritorna al Festival di Sanremo, nell'edizione 2026, con il brano "Che fastidio!". A quattro anni dalla sua unica partecipazione da concorrente, nel 2022 in gara con Donatella Rettore, la cantante romana arriva con un brano che strizza l'occhio all'elettropop, ma soprattutto che gioca con una lista di cliché sociali che "danno fastidio alla cantante". Il brano è stato scritto insieme a Edoardo Castroni, ma non solo: perché al team di lavori del brano si sono aggiunti anche Edoardo Ruzzi e Alessandro Casagni.

Come raccontato nelle pagelle dei primi ascolti, "Ditonellapiaga regala un differenziale, è la quota Finalmente si balla con un occhio strizzato al ritaglio Tiktok e un drop che vi conquisterà". E infatti, com'era stato per "Chimica", in cui il claim centrale del brano è diventato uno dei ritornelli più importanti di Sanremo 2021, potrebbe accadere la stessa cosa per il ritornello di "Che fastidio", in cui Ditonellapiaga canta: "La moda di Milano (che fastidio!), lo snob romano (che fastidio!)".

Ma al centro della "denuncia" da parte della cantante, c'è sicuramente un confronto acceso con alcune situazioni sociali: dalle foto, allo scambiarsi i contatti, dalle domande sul lavoro alle riflessioni su politici italiani e "giornalisti perbenisti". Un'intera composizione di situazioni quotidiane che la cantante rifiuta ironicamente, proiettata in uno spazio in cui non riesce più a capire ciò che è vero o ciò che è un'allucinazione collettiva.

Estratto dal testo "Che fastidio"

Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione, se sono matta io
Non è che voglia litigare
Ho solo qualche osservazione, un pensiero mio

La moda di Milano (Che fastidio)
Lo snob romano (Che fastidio)
Il sogno americano (Che fastidio)
E il politico italiano (Che fastidio)
La musica tribale (Che fastidio)
I cani alle dogane (Che fastidio)
E il corso di pilates mi deprime
Il pranzo salutare (Che schifo)
Stasera vado a una festa
La solita farsa e non m'interessa (Che fastidio)
E la vicina molesta bussa alla porta:
"Abbassa quei bassi" (Che fastidio)
E dimmi cosa mi hai messo nel bicchiere
Ha un gusto amaro e (Non mi fido)
Perché mi gira la testa e tutta la stanza
E finché non passa (Chе fastidio)

Io non so più cos'è normale
O un'allucinazione, se sono matta io
Non è chе voglia litigare
Ma ho come l'impressione di non potermi controllare

E allora te lo dico (Che fastidio)
Se vuoi te lo ripeto (Che fastidio)
L'amico dell'amico senza invito
Che fa il figo, che fallito
"Facciamoci la foto" (Che fastidio)
"Che fai tu di lavoro?" (Faccio schifo)
"Scambiamoci il numero, ti scriverò"
Ma sotto quel sorriso, dico:
"Che fastidio, che fastidio
Che fastidio, che fastidio"

Su le mani solo se sei dell'Aquario
Strano, ti facevo proprio Sagittario
La chiamo dall'India, Albania, Torino
Per un piano tariffario
Nasi alla francese come in fotocopia
Imparare a vivere con un tutorial
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Intercettata dai microfoni di RaiPlay, Ditonellapiaga ha raccontato così il significato del brano, ma soprattutto la seconda partecipazione sanremese, questa volta da solista: "Un brano ironico, impertinente, sfacciato, però simpatico: direi 100% Ditonellapiaga. Tra tutti i brani che ho scritto, mai mi sarei aspettata che questo brano sarebbe stato in gara a Sanremo. È un brano coraggioso, ma il più coraggioso è stato Carlo (Conti) a portarlo qui, non me lo sarei mai aspettata. La differenza principale rispetto alle altre partecipazioni è che questa volta sono da sola. Da una parte è più spaventoso, perché avere qualcuno al proprio fianco è sempre più motivante, dall'altra posso portare la mia identità nella sua totalità".

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