44 euro per due frise e due birre: l’ennesimo scontrino ‘salato’ è stato postato su Facebook ed inevitabile è scoppiata la polemica. Ma ben vedere il problema non è neanche tanto nel costo della consumazione, ma piuttosto nel trattamento dei clienti. L’autore del post è Antonio Cotardo, cantante e scrittore salentino che vive a Caprarica di Lecce. Come riporta il quotidiano online locale, ilgallo.it, Cotardo racconta della giornata al mare di un amico: “Ad un certo punto le mie bambine e la loro amichetta (…) hanno preso i panini dal borsone. Apriti cielo. È arrivata la sicurezza che con arroganza e tono alto ordinava alle bambine: ‘Rimettete immediatamente tutto dentro compreso l’acqua. Qui non potete consumare cose portate da casa’”. “A quel punto“, continua lo scrittore, “ho detto alle bimbe di finire di mangiare e con tono educato ho ordinato per me e mia moglie”.

Il resto della storia lo fa lo scontrino: 32 euro per due frise, 12 euro per due birre. Il post sui social ha subito (ri)scatenato il dibattito. “Questi vanno arrestati, chiuso il locale x tutta l'estate. Ma stiamo scherzando, perchè le nastro azzurro a 6 euro l'una quando di solito se le pagano massimo 2 euro? Cose da pazzi, poi ci lamentiamo del poco turismo”, scrive un utente sulla pagina Facebook del giornale locale. “Io direi da salentino di farli chiudere subito, e non vorrei sapere quanto paga il personale di servizio” si legge in un altro commento. C’è però anche scrive: “Lungi da me giustificare questi soggetti, ma quando si va ad un locale e si ordina qualcosa ci sono i prezzi esposti. Se si legge una nastro a 6€ o una frisa a 16€ ci si può pensare due volte a ordinare qualcosa, non è che ti obbligano”.