Quindi Sueddeutsche Zeitung e Stuttgarter Zeitung scrivono che Volkswagen, Daimler e Bmw hanno testato le emissioni di gas di scarico su almeno venticinque cavie umane, sottoposte a ore di esposizione per valutarne gli effetti. Inevitabile lo sdegno internazionale: che un uomo venga appoggiato di fronte a un tubo di scappamento acceso, in balia di tutte le sue porcherie, è sicuramente una scena che genera un certo disgusto. Capisco. Peccato che lo sdegno di queste ore si polverizzi (insieme alle polvere sottili, appunto) quando c'è da considerare, con coscienza e oggettività, l'impatto ambientale che certa industria ha nella nostra vita quotidiana.

Per dire: proprio Legambiente ha annunciato che nel 2017 in ben 39 capoluoghi di provincia italiani è stato superato, almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio di tipo urbano, il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metro cubo. Numeri che dietro nascondono tutti i problemi che hanno un impatto rilevante sui costi sanitari (si stimano fra i 47 e i 142 miliardi di euro), sull'ecosistema, sulla mortalità (qualche anno fa MIT, il Massachussetts Institute of Technology di Boston, pubblicò uno studio che evidenziava come i gas di scarico delle auto provochino più morti degli incidenti stradali).

Forse vale la pena ricordare anche lo scandalo che travolse Volkswagen nel 2015 e che coinvolse più di 11 milioni di veicoli: auto "truccate" che avevano passato i testi anti smog solo grazie a qualche trucco e che in realtà inquinavano molto di più di quanto dichiarato e soprattutto dei limiti imposti dalla legge. Come osservò giustamente The Guardian le 482mila vetture diesel Volkswagen e Audi vendute negli Stati Uniti avrebbero emesso tra le 10mila e le 41mila tonnellate di gas tossici all’anno, tenendo conto dell chilometraggio medio americano. Se i calcoli si estendono agli 11 milioni di automobili vendute in tutto il mondo, Volkswagen dovrebbe dar conto di emissioni stimate tra le 230mila e le 950mila tonnellate di ossidi di azoto all’anno.

Ma non è solo un discorso di auto, no. Per restare a noi forse varrebbe la pena ricordare i danni che l'ILVA ha perpetrato impunemente per anni nella zona di Taranto spesso in accordo con gli stessi enti che avrebbero dovuto controllarla oppure, per fare un altro esempio, si potrebbe ricordare il negazionismo che per anni venne applicato alla tragica situazione nella "Terra dei fuochi" in Campania e che solo l'ostinazione di certo giornalismo è riuscito a smascherare.

Ricordatevi che non sono lontani i tempi in cui la pubblicità USA delle sigarette ci informava delle "qualità benefiche" del fumo. Siamo cavie umane da sempre. Non solo dei gas di scarico.