La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione lo scorso 29 aprile ha dato il suo sì definitivo al viaggio della speranza di Matilde Biancamano, bambina tetraplegica di 13 anni che potrà recarsi insieme ai suoi genitori Michele e Monica in Florida a spese del servizio sanitario nazionale e lì ricevere terapie all'avanguardia personalizzate in grado di garantirle una qualità della vita superiore a quella che avrebbe potuto ottenere negli ospedali italiani. La storia della bambina, come spiega il Corriere, è una "pietra miliare per tutti gli altri malati bisognosi di ricevere terapie al di fuori dell’Italia a certe condizioni. Si può partire, stabilisce la legge del 1985, quando e solo se non esistono da noi alternative efficaci e se c’è da aspettare tempi non compatibili con l’urgenza del caso. E in questo caso alternative non ce n’erano".

Quella di Matilda è una storia costellata di errori medici fin dalla nascita nell'ospedale di Poggibonsi, dove nacque tetraplegica dopo un travaglio di 14 ore e una grave asfissia. I genitori sporsero denuncia e ottennero un risarcimento di 3 milioni di euro, anche se la battaglia principale è stata quella per il diritto a curarsi negli Stati Uniti, riconosciuto definitivamente da una sentenza della Corte di Cassazione del 29 aprile scorso: la bambina in Florida potrà sottoporsi a ossigeno terapia iperbarica mista a riabilitazione fisica intensiva in una rete di centri specializzati.

Dopo un primo trattamento pagato nove anni fa dalla Usl 7 di Siena l'azienda sanitaria è tornata sui suoi passi negando il rimborso alla famiglia e sostenendo che le cure nei centri italiani sarebbero andate benissimo, nonostante una delibera affermasse la superiorità dell'assistenza specialistica negli Stati Uniti. Un'assistenza però estremamente costosa, se si pensa che il secondo viaggio in Florida – pagato dalla famiglia – è costato oltre 100mila euro.

Mario Cicchetti, legale che segue il padre e la madre di Matilda, ha così commentato la sentenza della Cassazione: "Per la prima volta la Cassazione è stata chiamata a esprimersi sul tema dei viaggi della speranza, le trasferte in località estere cui sono obbligati gli italiani che non possono ottenere assistenza con tempestività o in forma adeguata alle condizioni di salute. È la vittoria di tutti i malati. Purtroppo ancora una volta la giustizia non ha risposto in tempi umani. Ecco perché spesso i cittadini desistono e non solo quando c’è di mezzo la salute".