Il ministro degli Interni Matteo Salvini è intervenuto durante il question time alla Camera, a proposito del Decreto Sicurezza: "Nel 2018 gli sbarchi sono calati del 83%, nel 2019 del 92%, ma soprattutto si sono dimezzati il numero di morti e dispersi nel mar Mediterraneo. È curioso come i buoni causassero più morti rispetto ai presunti cattivi… forse le parti erano invertite", ha detto Salvini, rispondendo a un'interrogazione del Pd.

"La riforma del sistema Sprar – ha sottolineato Salvini – non è una limitazione ad accedere al modello di accoglienza ma una razionalizzazione in linea con gli standard europei. I rimpatri assistiti sono stati 1.283, e il decreto non ha provocato ripercussioni sul sistema di accoglienza: se qualcuno si è ritirato riducendosi i fondi quotidiani da 35 a 21 euro vuol dire che qualcuno non accoglieva per generosità ma per fare quattrini. Confido che il trend di discesa degli sbarchi possa favorire un modello più razionale ed equo. I numeri mi rendono orgoglioso del lavoro del parlamento, del governo e mio come ministro dell'Interno".

Poi il vicepremier risponde anche all'interrogazione del deputato Alberto Stefani (Lega), in merito alla vicenda della Sea Watch 3, nave dell'ong tedesca battente bandiera olandese, per cui Salvini è iscritto al registri degli indagati, insieme al ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, al premier Giuseppe Conte e al vicepremier Luigi Di Maio, per sequestro di persona: "È un film già visto. Ribadisco che abbiamo agito, come ministro e come governo, nel pieno rispetto dei diritti e delle convenzioni internazionali".

E ancora: "In Italia si arriva con il permesso di arrivare – ha ribadito – i processi possono essere 2, 50 o 100 non cambio idea. I proventi del business di traffico di esseri umani sono reinvestiti in acquisto di armi e droga, e io complice dei trafficanti di armi e droga non lo sono e non lo sarò mai. I porti italiani sono e restano inaccessibili, sigillati, blindati per i trafficanti".