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Gli Epstein files continuano a far cadere teste in Europa, non solo quelle con la corona, e stanno travolgendo soprattutto Gran Bretagna e Norvegia.
Dopo l’arresto di Andrea Mountbatten Windsor e le scuse pubbliche della principessa ereditaria Mette-Marit di Norvegia per essersi fidata del finanziere pedofilo, al quale chiedeva spesso consigli, 36 ore fa a Londra è stato arrestato Peter Mandelson, ex ministro e ambasciatore britannico, nonché ideologo del blairismo, la corrente del Labour che ha smantellato la sinistra in molti paesi. Mandelson è stato poi rilasciato su cauzione.
Mandelson più recentemente è stato il maggior oppositore della segreteria di Jeremy Corbin, che si è dimesso alla fine del 2019 dopo una sconfitta elettorale alla quale è arrivato dopo una lunga guerra di logoramento interno al Labour, dove veniva accusato di essere antisemita per le sue posizioni a sostegno del popolo palestinese. Quelle dimissioni hanno aperto la strada all'attuale premier britannico Starmer.
Possiamo dire che Mandelson è stato il precursore e l'ideologo di quello che in Italia chiamiamo riformismo, che sarebbe il centro atlantista e filo-israeliano che anche in Italia conosciamo bene e si è inserito nei partiti progressisti. Forse ora qualcuno dovrà chiedere scusa a Jeremy Corbin e non solo.
Ieri l’ex premier norvegese Thorbjørn Jagland è stato ricoverato per una crisi dovuta allo stress, dopo che è emerso il suo stretto rapporto con il finanziere pedofilo statunitense. In un primo momento si era diffusa la notizia di un tentato suicidio, poi smentita dal suo avvocato.
Oltre a loro, gli Epstein files fanno emergere molti altri rapporti in Europa. Lo scandalo ha raggiunto Barbro Ehnbom, nota imprenditrice svedese e mentore di giovani donne nel mondo della finanza. Ehnbom avrebbe selezionato alcune di esse per proporle a Epstein, dal quale, scrive lei in una mail, dipendeva economicamente per i suoi progetti in Svezia. I rapporti tra i due sono proseguiti dal 2005 al 2016, ben oltre la condanna di Epstein del 2008 per traffico di minorenni. In questo arco di tempo, Ehnbom avrebbe coinvolto circa 200 donne, molte delle quali portate nella casa di Epstein a New York.
Una rete che ogni giorno si dimostra più capillare, a cavallo tra finanza e politica, finalizzata agli affari privati di Epstein e del suo entourage. Una valanga che sembra essere ignorata in Italia, dove Matteo Salvini appare al centro di discussioni tra Steve Bannon (ideologo del movimento Maga) ed Epstein. Il finanziere si interessava ai movimenti di estrema destra europei e ai finanziamenti per Bannon, il quale veniva informato della caduta del governo Conte I con mesi di anticipo. Un dato inquietante per la democrazia, che però non sembra interessare al nostro governo, del quale Salvini è vicepresidente.
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