Il clima di tensione che accompagna la vita politica italiana nelle ultime settimane, subito prima delle elezioni europee del 26 maggio, è arrivato anche in un convento di clausura. Cinque suore del monastero delle clarisse ‘Santa Speranza’ di San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, hanno appeso fuori dal convento uno striscione. Con su scritta una frase tratta dal Vangelo di Matteo: “Lo avete fatto a me”. Una sintesi della più lunga “Quello che avrete fatto a ognuno di loro, lo avrete fatto a me”. La prima interpretazione di questo striscione è stata subito ricondotta a Matteo Salvini, che più volte – proprio attraverso gli striscioni – è stato contestato nelle ultime settimane. Ma stavolta il ministro dell’Interno sembra non avere nulla a che fare con questa vicenda. Come spiega al Corriere della Sera suor Graziana, badessa del convento: “Ma figuriamoci, quella è la parola del Vangelo, che è semplicemente la guida della nostra vita”.

La badessa spiega che “la frase era nient’altro che il Vangelo della domenica e l’abbiamo fatta nostra. Abbiamo parlato tra di noi e abbiamo deciso di renderla evidente al mondo perché, come dice sempre Matteo, quel che dico all’orecchio, predicatelo sui tetti. Da credenti abbiamo voluto comunicare il nostro disagio verso il clima di odio e di violenza che sta salendo attorno a noi. E da credenti diciamo che l’unica risposta a tutto questo sono il Vangelo e il suo messaggio di pace”. D’altronde aveva già spiegato all’Adnkronos che lo striscione era stato “affisso sulla cancellata del monastero già venerdì, come facciamo ogni venerdì prendendo spunto dalle parole del Vangelo e proponendole ogni settimana”. E questa settimana la scelta è ricaduta sulla frase che “vuole essere un modo per contrapporre a certe prese di posizione politiche l'unica legge evangelica, quella dell'amore e della convivenza pacifica".

La frase del Vangelo

La frase scritta dalle suore di clausura viene da un brano del Nuovo Testamento in cui Gesù dice: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete tenuti a trovarmi”. E nello stesso brano si legge ancora: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. E proprio per queste frasi, inizialmente, si era pensato che il riferimento fatto dalle suore di clausura fosse alle politiche migratorie del ministro dell’Interno Salvini.