Non è stato un omicidio motivato dal razzismo o legato a motivi politici. Lo hanno escluso, riporta l'agenzia AdnKronos, i carabinieri che stanno indagando sulla morte del 21enne Willy Monteiro Duarte, ucciso nella notte tra sabato e domenica scorsi a Colleferro, provincia di Roma. Secondo quanto ricostruito, l'aggressione si è verificata in due momenti: prima Willy è intervenuto in un litigio tra un suo amico e uno dei quattro arrestati, probabilmente per apprezzamenti a una ragazza. In un secondo momento il ragazzo è stato aggredito e ucciso a pugni dai quattro, che lo hanno lasciato a terra sanguinante e sono scappati a bordo di un suv (la fuga è stata ripresa da una telecamera di sicurezza installata in zona). L'autopsia sul corpo del 21enne verrà eseguita nelle prossime ore e verranno così accertate le cause della morte.

I quattro ragazzi finiti in carcere: omicidio preterintenzionale, l'accusa

In carcere sono finiti quattro ragazzi tra i 22 e i 26 anni, accusati di omicidio preterintenzionale (cioè volevano picchiare il Willy, ma probabilmente non volevano causarne la morte). I carabinieri, però, stanno indagando anche su un'altra persona di cui si sa poco e nulla e soprattutto non si conosce il ruolo nella vicenda. Forse era il ragazzo alla guida dell'auto con cui sono arrivati i quattro, ma è stato denunciato a piede libero perché non ci sarebbero evidenze e testimonianze sul suo conto.

Uno dei quattro ragazzi finiti in carcere avrebbe detto al suo legale, l'avvocato Vito Perugini: "Sono disperato". Gli altri tre sono difesi dall'avvocato Massimiliano Pica: "Ho spiegato loro perfettamente quello che rischiano. Dal canto mio non rilascio altre dichiarazioni fino all'interrogatorio di garanzia", ha dichiarato all'agenzia Nova. L'interrogatorio davanti al gip, che dovrà decidere se confermare o meno la misura cautelare dell'arresto in carcere, ci sarà con ogni probabilità giovedì mattina.