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Una volontaria di 65 anni, Amelia C., è stata attaccata da un pitbull all'interno della pensione "Valle Grande", in via Paravia, zona Olgiata, a Roma. La donna è stata trasportata al Policlinico Gemelli, dove è arrivata in condizioni critiche; è stata ricoverata nella Rianimazione e sottoposta a un lungo intervento chirurgico; ha riportato gravi danni alle braccia e lesioni al volto. L'aggressione è avvenuta intorno alle 10 del 25 marzo scorso, sull'episodio sono in corso accertamenti. Secondo quanto ricostruito la 65enne è stata aggredita da un pitbull femmina di 4 anni e circa 15 chili affidato alla struttura, dove sono ospitati circa 500 tra cani e gatti.

Il cane non avrebbe mai mostrato segni di aggressività in precedenza e l'attacco non sarebbe stato preannunciato da nessun segnale; sarebbe scattato all'improvviso, e con estrema violenza: gli altri educatori hanno faticato a tenerlo lontano. Le condizioni della donna, morsa alle braccia e alla faccia, sono apparse subito molto gravi, tanto che oltre alle ambulanze è stato necessario far intervenire un elicottero di soccorso; inizialmente i medici avevano considerato l'amputazione di un braccio, l'ipotesi è stata poi scongiurata grazie a un delicato intervento chirurgico di oltre 10 ore. È stata la stessa struttura a segnalare la vicenda all'Asl

"Un volontario con esperienza pluriennale maturata in canile è stato aggredito in una delle aree di sgambamento da uno dei cani ospitati in struttura che lo stesso accudiva da ormai un anno – ricostruiscono in un post su Facebook i responsabili della struttura – la presenza costante in canile di educatori cinofili ha permesso di scongiurare l’irreparabile: due professionisti sono intervenuti immediatamente portando in salvo il volontario e mettendo in sicurezza il cane nel proprio box. Il cane che si è macchiato di questo episodio di aggressione era stato scrupolosamente valutato e attenzionato dai nostri professionisti con apposito bollino e per questo affidato alle sole cure di educatori cinofili esperti e del volontario aggredito anch’egli molto esperto. Nel corso delle ultime 108 sessioni di lavoro cane/volontario non erano emerse criticità o segnali di disagio. L’imponderabile e l’imprevedibile sono sempre dietro l’angolo e questo episodio ha profondamente segnato il nostro team. Siamo rinfrancati dalla tempestività e dalla professionalità con cui i nostri educatori cinofili sono intervenuti, rassicurati dalla valutazione dagli stessi effettuata e dalla decisione presa mesi fa, di limitare l’accesso a quel cane solo ad un gruppo ristretto di soggetti esperti.Tutte le nostre attenzioni e i nostri pensieri vanno al volontario che speriamo con tutto il cuore, si riprenda presto".