I passeggeri affetti da Covid salgono da 23 a 86, riporta il Corriere della Sera. Altri 63, infatti, si sono positivizzati durante la loro permanenza a Roma, in quarantena presso un Covid hotel della Capitale. Continuano ad aumentare, quindi, i tamponi positivi sulle persone che si trovavano a bordo del volo dell'Air India partito da Delhi e atterrato a Fiumicino lo scorso 29 aprile. Nello screening effettuato in aeroporto dalle squadre USCAR della Regione Lazio erano stati riscontrati 23 contagi, di cui soltanto uno, ha fatto sapere l'Istituto Spallanzani, riconducibile alla variante indiana B.1.617. Altri dieci casi circa erano collegati ad altri ceppi e varianti. Adesso verranno analizzati e sequenziati anche i campioni biologici dei 63 nuovi positivi, sempre con l'obiettivo di individuare, eventualmente, casi di variante indiana.

Continua l'indagine epidemiologica sulla comunità Sikh dell'agro pontino

Continua intanto l'indagine epidemiologica sulla comunità Sikh dell'agro pontino. Quello del 29 aprile, infatti, è stato l'ultimo volo dall'India autorizzato dal ministro Speranza, ma nei giorni precedenti si stima che circa 300 persone fossero tornate dal Paese asiatico in provincia di Latina. In quelle zone, infatti, c'è una grossa comunità indiana e si tratta perlopiù di braccianti agricoli impegnati nei campi della pianura pontina. Una frazione di Sabaudia è stata già dichiarata zona rossa a causa dell'alto numero dei contagi e proseguono in queste ore i test a Borgo Hermada, un'altra frazione, in questo caso di Terracina. L'Istituto Spallanzani, per ora, non ha rilevato alcun caso riconducibile alla variante indiana sopra menzionata. Ricordiamo che questa variante del virus Sars-CoV-2, la B.1.617, è stata scoperta in India a inizio aprile in corrispondenza di un vertiginoso aumento dei casi di coronavirus e delle vittime. Tuttavia, per il momento, non è scientificamente dimostrata una maggiore letalità o diffusività legata a questa variante specifica.