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Via Leccosa a Roma: ecco perché si chiama così

Continuiamo a spiegare le origini di alcuni toponimi delle strade di Roma che suscitano curiosità (e qualche volta imbarazzo), ripercorrendo le strade del vecchio dialetto romanesco e le tracce di una città che ormai non c’è più, dischiudendo gli scrigni di piccoli tesori talvolta dimenticati o sconosciuti agli stessi romani.
A cura di Redazione Roma
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Sono diverse le strade e i vicoli del centro di Roma che hanno toponimi che non possono che suscitare curiosità (ne abbiamo già parlato qui, qui e qui). Tra questi c'è anche via Leccosa, che si trova a rione Campo Marzio e unisce via di Ripetta a piazza Nicosia, che si chiama così perché qui sorgeva il palazzo di Aldobrandino Orsini, arcivescovo proprio della capitale di Cipro.

Due ipotesi sul curioso toponimo

Sull'origine del nome di questa strada – che ovviamente non ha nulla a che vedere con il verbo "leccare" – ci sono due ipotesi. La prima ha a che fare con la vicinanza al fiume Tevere (poco distante c'era il porto di Ripetta): "leccosa" infatti stava a significare nel dialetto romanesco "limacciosa", e proprio quest'area era soggetta a frequente inondazioni del fiume prima che venissero costruiti gli attuali argini dopo l'unità d'Italia. Un'altra ipotesi ha invece a che fare proprio con piazza Nicosia, il cui nome greco è Leucosia.

L'affascinante Chiesa di San Gregorio dei Muratori

Come sia sia, oltre al nome via Leccosa c'è di più. La strada, che ha la forma di un ‘T' da un lato è un vicolo cieco al termine del quale si trova un piccolo oratorio, che una volta faceva parte del più ampio complesso della Chiesa di San Gregorio dei Muratori. L'edificio di culto, risalente al ‘500, è andato distrutto insieme al Porto di Ripetta e ora rimane solo l'oratorio, che mantiene forse proprio per la sua dimensione ridotta e per trovarsi in un piccolo vicolo cieco una sua attrattiva e un suo fascino. La chiesa dedicata San Gregorio, protettore proprio della confraternita dei muratori che gli dedicò l'edificio, è stata inglobata successivamente all'interno della spina di palazzi costruiti negli anni '70 dell'800. Una curiosità: all'interno della chiesa si trova su una lastra di marmo il segno di dove arrivò l'acqua del Tevere nel disastroso alluvione del dicembre 1870. All'interno sono visibili anche degli affreschi che rappresentano la vita di San Gregorio.

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