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Covid 19

Vaccino covid Lazio, mancano dosi di Pfizer: rischio slittamento per 100mila prenotazioni

In un’intervista rilasciata a la Repubblica l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato ha dichiarato che, mancando 100mila dosi di Pfizer all’appello, c’è il rischio di slittamento della prima dose per altrettante persone. Un inconveniente che però non dovrebbe impedire il raggiungimento dell’immunità di gregge, previsto per l’8 agosto.
A cura di Natascia Grbic
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Sono 100mila le prenotazioni del vaccino Pfizer che rischiano di essere rinviate dalla Regione Lazio. Lo ha comunicato l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato. In un'intervista rilasciata a la Repubblica, D'Amato ha dichiarato che "a oggi, rispetto alle prenotazioni già fatte, fino al 15 luglio a noi mancano circa 100mila dosi di Pfizer per rispettare il fabbisogno di chi si è prenotato. Abbiamo avuto una contrazione tra giugno e luglio di quasi il 35% nelle forniture". Data la diminuzione delle consegne, spiega D'Amato, le prenotazioni dei giovani di età compresa tra i 12 e i 16 anni sono state spostate dopo Ferragosto. Non solo: se le cose non cambieranno, potrebbero essere rimandate di una settimana le somministrazioni di chi ha già prenotato, circa 100mila persone. Nel caso siano rimandate, le persone saranno contattate e avvisate dello spostamento.

Nel Lazio immunità di gregge entro l'8 agosto

Attualmente le prenotazioni con Pfizer sono chiuse, in attesa che si sappia qualcosa sull'arrivo delle nuove forniture. Nonostante questo, precisa l'assessore, il Lazio dovrebbe comunque essere la prima regione in Italia a raggiungere l'immunità di gregge, addirittura prima della metà di agosto. Nel Lazio il 40% degli over 18 dell’intera popolazione ha completato il percorso vaccinale, ed è la prima regione italiana per dosi somministrate in percentuale sulla popolazione. Entro l'8 agosto, sostiene l'assessore, il 70% della popolazione sarà immunizzato. Il problema è "dover spostare 100mila appuntamenti, creando un disagio. Questa fase era quella in cui avevamo maggiore bisogno di un alto numero di vaccini. Di fronte alla variante bisogna accelerare perché una dose non basta. Se a luglio avessimo avuto i vaccini di giugno, chiudevamo prima la campagna".

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