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Omicidio Luca Sacchi ucciso a Roma
13 Ottobre 2022
21:41

Una partita in memoria di Luca Sacchi, ucciso tre anni fa con un colpo di pistola alla testa

Un Memorial per Luca Sacchi a tre anni dall’omicidio organizzato da famigliari e amici è in programma il 23 ottobre al campo sportivo Romulea a San Giovanni.
A cura di Alessia Rabbai
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Luca Sacchi
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Omicidio Luca Sacchi ucciso a Roma

Una partita di calcio in ricordo di Luca Sacchi, il personal trainer ventiquattrenne ucciso da un colpo di pistola sparato alla testa il 23 ottobre del 2019 all'uscita di un pub nel quartiere Appio Latino a Roma. A tre anni dall'omicidio è in programma il primo Memorial ‘Soccer Match', una partita di calcio che si terrà proprio il giorno dell'anniversario del suo assassinio. Partita che verrà disutata a partire dalle ore 21 nel campo sportivo Romulea, in via Farsalo 21, alle spalle della Basilica di San Giovanni in Laterano.

Una triangolare tra la famiglia Sacchi, gli amici di Luca e la famiglia Galati, che è il cognome della mamma Tina. Un evento che ricorda Luca per quello che era, un professionista e uno sportivo, un'amante dell'attività fisica sia per passione che per lavoro. Per l'occasione il papà Alfonso, la mamma, il fratello di Luca e i suoi amici si riuniranno per ricordare il ragazzo scomparso.

L'omicidio di Luca Sacchi

Sull'omicidio di Luca Sacchi è in corso il processo che vede diversi imputati. In primo grado la condanna della Corte d'Assise del Tribunale di Roma ha stabilito ventisette anni di carcere per Valerio Del Grosso, colui che ha premuto il grilletto della pistola il cui proiettile ha raggiunto la testa di Luca; Paolo Pirino, che era con lui al momento del delitto e Marcello De Propris, che avrebbe fornito l'arma all'esecutore materiale del delitto. Al momento dell'accaduto insieme a Luca c'era la fidanzata Anastasiya Kylemnyk, con la quale il giovane aveva trascorso la serata, che è stata condannata a tre anni per spaccio di droga.

Il movente dell'omicidio sarebbe da ricondurre com'è emerso in sede d'indagine ad un affare di droga. La ragazza infatti portava con sé uno zaino che avrebbe contenuto migliaia di euro per l'acquisto della sostanza stupefacente, soldi che poi secondo i giudici avrebbe nascosto. Del Grosso e Pirino infatti hanno messo in scena una rapina, cercando di portare via lo zaino ad Anastasiya, ma Luca si è opposto ed è stato freddato dal proiettile. Nelle motivazioni della sentenza i giudici scrivono che "Del Grosso ha sparato con foga, non gli importava della morte di Luca".

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