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Un lavoratore su tre a Roma è troppo qualificato per il proprio impiego: donne, migranti e giovani penalizzati

Report Cgil su dati Istat: a Roma 535mila occupati sono sovraistruiti. Il fenomeno colpisce giovani, donne e stranieri più della media nazionale.
A cura di Francesco Esposito
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A Roma più di mezzo milione di persone è troppo qualificata rispetto al lavoro che fa. È quanto emerge da un report della Cgil Roma e Lazio elaborato su dati dell'Istat. Nel 2024, in tutta la città metropolitana, erano 535.337 i lavoratori e le lavoratrici con un livello d’istruzione elevato o medio ma impiegati in mansioni di qualifica inferiore rispetto alla loro reale formazione. Parliamo del 29,1% degli occupati, quasi uno su tre. Una media più alta rispetto al 27,4% nazionale.

Il dato è in aumento dell'8,5% rispetto al 2021. Sempre più persone accettano un lavoro che non valorizza il loro percorso di studi. Questa discrepanza, inoltre, non colpisce solo chi ha una laurea o altri titoli accademici. A pesare di più è, infatti, il tasso di ‘sovraistruzione' per chi ha una scolarizzazione nella media, che raggiunge aggiunge il 39,8% con un aumento vertiginoso dell'11,8% rispetto a tre anni prima. Tra gli occupati con alta scolarizzazione, invece, l’incidenza è del 31,0% e stabile rispetto al 2021. Mentre tra quelli con un'istruzione più bassa il valore è molto più contenuto e pari al 6,1%. Qui però si assiste all'aumento più elevato, del 54,9%.

Più sovraistruiti nel settore dei servizi

A Roma più che nel resto d'Italia, insomma, ci sono tante e tanti con un lavoro per qui sarebbero troppo qualificati. Per capire perché avviene questo, può aiutare guardare alle analisi sulla distribuzione della sovraistruzione per professioni e settori economici. Le incidenze più alte si osservano nel commercio, nella ristorazione, nel settore alberghiero, nell'intermediazione monetaria e finaziaria ma anche nelle costruzioni. Il tasso maggiore di sovraistruiti, però, si registra negli altri servizi sociali e alle persone (42,8%).

Livelli più alti fra donne, stranieri e giovani

Ci sono poi altre differenze importanti che emergono dai dati elaborati dalla Cgil Roma e Lazio. Nel 2024 l’incidenza della sovraistruzione è del 32,7% tra le donne e del 26,1% tra gli uomini. Un ulteriore segnale di come il genere costituisca una profonda discriminante nel mercato del lavoro.

C'è poi l'età. I più sovraistruiti sono i giovani, con il tasso che diminuisce progressivamente con l’avanzare dell’età: circa un lavoratore su due fra i 15–24 anni ha una scolarizzazione più alta di quella che richiede il suo impiego; la percentuale scende al 37,6% tra i 25–34 anni, fino a raggiungere il 18,6% oltre i 64 anni.

Anche sulla nazionalità emerge un divario ampio: il 46,0% degli stranieri è sovraistruito, contro il 26,6% fra i cittadini italiani. Lo scarto è più ridotto nella media nazionale: 35,3% tra i migranti e 26,5% di chi ha la cittadinanza italiana. Segno che a Roma si concentrano molti lavoratori e lavoratrici stranieri ben istruiti, che però non trovano impieghi che li valorizzino.

Cgil: "Con nuove mansioni, conoscenze poco valorizzate"

"Questi dati, purtroppo, assieme ad altri indicatori, come quello sui salari e sulla precarietà, confermano un peggioramento delle condizioni di lavoro, delle disuguaglianze e delle discriminazioni che caratterizzano il mercato del lavoro a Roma e provincia", scrive la Cgil di Roma e Lazio. "L’aumento del tasso di overeducation evidenzia come la nuova occupazione venga creata sempre più in mansioni a bassa intensità di conoscenze e scarsamente valorizzate, anche sul piano economico, con il rischio di disperdere e non attrarre le competenze ed impoverire ancora di più il tessuto economico e sociale del nostro territorio. Serve dare una risposta a quest’emergenza, a partire da un nuovo modello di sviluppo per l’area metropolitana di Roma, su cui insiste oltre il 75% delle lavoratrici e dei lavoratori dell’intera Regione Lazio".

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